Ultima modifica:
16-03-2020

Attività di bracconaggio nello Stretto di Messina

Il bracconaggio illegale di rapaci e l'attivazione in difesa della biodiversità di Anna Giordano, grazie alla creazione di campi di volontariato internazionale


Descrizione:

Lo stretto di Messina rappresenta un importante punto critico di convergenza per molte rotte migratorie di uccelli. Tuttavia, questo lo rende anche uno dei peggiori blackspot d'Europa per il bracconaggio, specialmente per i rapaci come la poiana di miele europea, scientificamente denominata Pernis Apivorus.

Vedi altro
Informazioni di base
Nome del conflittoAttività di bracconaggio nello Stretto di Messina
NazioneItalia
Città e regioneSicilia, Calabria
Localizzazione del conflittoMessina
Accuratezza della localizzazioneMedia (livello regionale)
Causa del conflitto:
Tipo di conflitto. Primo livelloConflitti legati alla conservazione della biodiversità
Tipo di confitto. Secondo livelloAltro (specificare)
RisorseAnimali
Carne
Rapaci
Dettagli del progetto e attori coinvolti
Dettagli del progetto

Sullo Stretto di Messina, ma anche sulle piccole isole, e in diverse regioni dove la mancanza di controlli ha portato il bracconaggio a livelli elevati -seppur minori rispetto al passato- i cacciatori utilizzano fucili acquisiti clandestinamente privati della matricola di riconoscimento. Le specie protette e rare maggiormente a rischio sono state l’aquila di Bonelli e il Lanario. Oltre ai Falchi pecchiaioli e agli altri rapaci che nel mese di maggio passano sullo Stretto, cadono anche bianconi, cicogne, albanelle e altri grandi veleggiatori spesso giovani e ancora poco esperti nel volo.

Vedi altro
Tipo di popolazioneSemi-urbana
Data di inizio del conflitto:15/07/1981
Attori governativi rilevanti:Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Regione Sicilia, Governo Italiano
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:WWF Sicilia https://www.wwf.it/sicilia1/chi_siamo_sicilia/
LIPU Sicilia http://www.lipu.it/sicilia
Conflitto e mobilitazione
Intensità del conflittoMedia (proteste, mobilitazione visibile)
Temporalità del conflittoMobilitazioni dopo gli impatti
Gruppi mobilitati:Organizzazioni sociali internazionali
Organizzazioni sociali locali
Governi locali/partiti politici
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Scienziati / professionisti locali
Forme di mobilitazione:Ricerca partecipativa (es. epidemiologia popolare)
Lavoro di rete/azioni collettive
Sviluppo di proposte alternative
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
L’attivazione in difesa della biodiversità e per la salvaguardia delle migliaia di poiane annualmente uccise è stata avviata da Anna Giordano, iscritta alla Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli fin dall’età di 6 anni e che ha deciso di organizzare annualmente campi di sorveglianza internazionale per proteggere i rapaci migratori durante la primavera. Volontari da tutto il mondo sono venuti a Messina per raccogliere dati statistici sugli uccelli e sui bracconieri. L’attività svolta dai volontari ha previsto dei veri e propri appostamenti per l’individuazione dei bracconieri e per trovare e confiscare esche elettroniche da loro nascoste nei cespugli per attirare gli uccelli. La mobilitazione non ha interessato solo il lavoro dei volontari ma anche il coinvolgimento di forze di polizia, guardie forestali e autorità locali che inizialmente non ha portato ai risultati sperati, molto spesso il problema è stato infatti sottovalutato. Alcuni bracconieri hanno reagito con minacce e intimidazioni. Nel 1986, i cacciatori incendiarono l’auto dell’attivista, da cui lei riuscì a malapena a fuggire. Altri episodi intimidatori, come la forzatura della casa di Anna ed il recapito di un falco morto con un messaggio minatorio hanno spinto la polizia ad intervenire e ad interessarsi maggiormente agli episodi di bracconaggio che l’ambientalista cercava di contrastare [4].
Impatti del progetto
Impatti ambientaliVisibile: Perdita di biodiversità
Altro (specificare sotto)La cattura illegale nei confronti degli uccelli da preda praticata in corrispondenza dello Stretto di Messina prevede che gli uccelli vengano abbattuti mentre sono in migrazione attiva. Le motivazioni che spingono i bracconieri a tali atti illegali sono legate a tradizioni locali e ad interessi economici. Il numero di uccelli abbattuti ogni anno sullo stretto è stato molto elevato sino ad un passato recente; oggigiorno il fenomeno è ridimensionato grazie ad un impegno pluriennale del Corpo Forestale dello Stato, ora CUTFAAC, e di alcune ONG. L’attività di repressione ha indotto i bracconieri ad agire maggiormente durante la migrazione autunnale anziché quella primaverile, sfruttando la concomitante presenza di cacciatori sul territorio, il che rende più difficile l’individuazione di coloro che compiono atti illeciti. Indicativamente il CABS stima che attualmente sullo Stretto vengano uccisi 200-300 rapaci in primavera e 400-600 in autunno [10]
I risultati delle indagini effettuate nel corso degli anni hanno permesso di mettere in luce come i reati contro gli uccelli selvatici non avvengano con la stessa frequenza sull’intero territorio nazionale. In alcune aree il fenomeno risulta particolarmente intenso; queste aree vengono definite black-spot secondo una terminologia riconosciuta a livello internazionale. In Italia è possibile individuare almeno sette black-spot: le Prealpi lombardo-venete, il Delta del Po, le coste pontino-campane, le coste e zone umide pugliesi, la Sardegna meridionale, la Sicilia occidentale e infine proprio lo Stretto di Messina [10].
Impatti socio-economiciPotenziale: Aumento della corruzione/cooptazione dei diversi attori
Altro (specificare)Sullo Stretto di Messina, ma anche sulle piccole isole, e in diverse regioni dove la mancanza di controlli ha portato il bracconaggio a livelli elevati -seppur minori rispetto al passato- i cacciatori utilizzano fucili acquisiti clandestinamente privati della matricola di riconoscimento[9]. Il bracconaggio di numerose specie di rapaci è una pratica assai redditizia, e nel corso degli anni è stata considerata un crimine a basso rischio che permetteva tanto ad hobbisti di piccola scala quanto ad organizzazioni mafiose di ottenere grande profitto. [3].L’attività ha portato numerosi benefici a gruppi criminali, prima fra tutte la Ndrangheta che per molto tempo ha venduto le armi indispensabili alla caccia ai cittadini delle località intorno allo Stretto [2].
Nel 1986, alcuni cacciatori incendiarono l’auto dell’attivista Anna Giordano, da cui lei riuscì a malapena a fuggire, per via della sua intensa attività di salvaguardia delle specie a rischio durante la stagione migratoria. Altri episodi intimidatori, come la forzatura della casa di Anna ed il recapito di un falco morto con un messaggio minatorio hanno spinto la polizia ad intervenire e ad interessarsi maggiormente agli episodi di bracconaggio che l’ambientalista cercava di contrastare [4].
Risultati
Status attuale del progettoOperativo
Risultato del conflitto/risposta:Miglioramenti ambientali, bonifiche, risanamento delle aree
Rafforzamento della partecipazione
Attacchi violenti ad attivisti
Sviluppo di proposte alternative:Grazie all’impegno portato avanti negli anni da migliaia di volontari delle associazioni ambientaliste, WWF in testa, che hanno condotto una durissima battaglia contro le uccisioni illegali nel Stretto di Messina, il fenomeno criminale si è fortemente ridotto. In Sicilia dai 1.185 spari contro 3.198 rapaci del 1984 o le 228 fucilate in due sole ore del 1984, siamo passati ai soli due spari contro 44.524 rapaci e cicogne del 2014. Trentaquattro anni di battaglie, di cui 31 spesi sui monti a presidiare il volo di chi per legge doveva essere rispettato da tutti, hanno portato a questo incredibile risultato. E’ importante segnalare che, nonostante questo straordinario successo, il bracconaggio sullo Stretto non è purtroppo debellato del tutto. In Calabria, a distanza di quasi 40 anni dall’entrata in vigore della legge che proteggeva rapaci e cicogne del 1977 [9]
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:SI
Spiegare brevemente il motivoLa drastica diminuzione delle uccissioni di specie protette dimostra che il lavoro di attivisti e attiviste sta portando quasi all’estinzione del fenomeno di bracconaggio.
Fonti e materiali
Leggi e normative correlate - fonti legislative e testi giuridici

[6]LEGGE REGIONALE 1 settembre 1997, n. 33
[click to view]

[10]Accordo sul piano nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici
[click to view]

Bibliografia di libri pubblicati, articoli universitari, film o documentari pubblicati

[9]#Furtodinatura, Storia di bracconaggio made in Italy, WWF Italia, settembre 2016
[click to view]

Links web ad articoli giornalistici, blogs, ecc.

[1]HOW LAW ENFORCEMENT, BIRDWATCHERS, AND ORNITHOLOGISTS COLLABORATE TO PROTECT 85 000 EUROPEAN HONEY-BUZZARDS IN ITALY, Bird Life International, 3 settembre 2019
[click to view]

[2]Luca Verducci, BRACCONAGGIO (POACHING) ITALY – CALABRIA, inventati.org, 13 dicembre 2014
[click to view]

[3]Matteo Civillini, Italy and Malta are hotbeds of songbird poaching. Meet the people fighting to stop it, National Geographic, 10 maggio 2019
[click to view]

[4]The Goldman Environmental Prize, Anna Giordano
[click to view]

[5]Ernesto Di Lorenzo, La nemica dei bracconieri, La Repubblica, 24 marzo 2002
[click to view]

[7]Dove fare birdwatching in Italia, LIPU Onlus
[click to view]

[8]Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco
[click to view]

Meta informazioni
Collaboratore:Dalena Tran, ICTA, [email protected]
Ultima modifica16/03/2020
Conflitti relazionati
Commenti
Legal notice / Aviso legal
We use cookies for statistical purposes and to improve our services. By clicking "Accept cookies" you consent to place cookies when visiting the website. For more information, and to find out how to change the configuration of cookies, please read our cookie policy. Utilizamos cookies para realizar el análisis de la navegación de los usuarios y mejorar nuestros servicios. Al pulsar "Accept cookies" consiente dichas cookies. Puede obtener más información, o bien conocer cómo cambiar la configuración, pulsando en más información.