Ultima modifica:
11-03-2014

La distruzione delle Alpi Apuane a causa dell'estrazione del marmo

La distruzione di uno dei comprensori più fragili e, al tempo stesso, contenitori di una vasta biodiversità a causa dell'estrazione del marmo ha creato un conflitto propositivo in favore di alternative sostenibili.



Descrizione:

Le Alpi Apuane sono situate nella Regione Toscana, in un territorio che interessa le province di Massa-Carrara e di Lucca e le subregioni della Lunigiana, della Garfagnana e della Versilia. In questa area l'estrazione del marmo ha radici antichissime [1]. Soprattutto per quanto riguarda le zone di Carrara, questa attività è stata il principale motore economico fin dai tempi dei Romani. Tanto che i marmi di questo territorio – ora famosi in tutto il mondo – sono stati utilizzati per molti secoli per usi artistici e edilizi, influenzando fortemente l'ambito normativo [2] e i modelli culturali e tradizionali di queste località. Dimostrazione ne è il fatto di quanto in queste zone sia diffuso il mito del cavatore, vista anche la pericolosità del lavoro svolto [1].

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Informazioni di base
Nome del conflittoLa distruzione delle Alpi Apuane a causa dell'estrazione del marmo
NazioneItalia
Città e regioneCarrara, Toscana
Localizzazione del conflittoProvincia di Massa-Carrara; Lucca e subregioni della Lunigiana, della Garfagnana e della Versilia
Accuratezza della localizzazioneMedia (livello regionale)
Causa del conflitto:
Tipo di conflitto. Primo livelloEstrazione mineraria e cave
Tipo di confitto. Secondo livelloScarti / rifiuti da attività minerarie
Creazione/conservazione di riserve/parchi naturali
Qualità delle acque e servizi sanitari e igienici
RisorseAcqua
Marmo e carbonato di calcio
Dettagli del progetto e attori coinvolti
Dettagli del progetto

I dati ISTAT disponibili, risalenti al 2011, riportati “dall'Indagine congiunturale sul settore lapideo italiano del 2014” [3], svolta dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara, hanno dichiarato che il settore lapideo italiano (comparto estrattivo e di lavorazione) conta 10.698 aziende per un totale di 54.201 addetti e una media di 5 addetti per azienda. Il fatturato medio annuo del settore è di circa 3,6 miliardi di euro (il 42% del fatturato europeo del settore) di cui 1,6 miliardi sono stati registrati grazie all’export. Il 63% dell’export di lavorati in pietra naturale, avente come mercati di sbocco il Nord America e l'Europa, è realizzato dai primi due comprensori italiani: il distretto veneto con le province di Verona, Vicenza e Padova e il comprensorio Apuo-Versiliese. Nonostante la riduzione dell’export in seguito alla crisi economica del 2008, il comprensorio Apuo-Versiliese è stata l’unica area che ha registrato un saldo positivo, tra la percentuale di aziende che ha riscontrato un aumento del fatturato (43%) e quella che ne ha registrato una diminuzione (34,1%). Questo risultato non è a caso, visto che l’incidenza dell’export sul fatturato delle aziende apuane ha sfiorato in media il 50%.

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Area del progetto210000 ha (area occupata dal territorio della catena montuosa delle Alpi Apuane)
Tipo di popolazioneSemi-urbana
Data di inizio del conflitto:01/01/2009
Attori governativi rilevanti:Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibac)
Regione Toscana
Comuni delle province di Massa Carrara e di Lucca e delle subregioni della Lunigiana, della Garfagnana e della Versilia
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:Salviamo le Apuane (http://www.salviamoleapuane.org)
Cai (http://www.cai.it)
Fai (http://www.fondoambiente.it)
Italia Nostra (http://www.italianostra.org)
Legambiente (http://www.legambiente.it)
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio (http://www.territorialmente.it)
Società dei Territorialisti (http://www.societadeiterritorialisti.it)
UiSP lega Montagna (http://www.uisp.it/montagna)
WWF (http://www.wwf.it)
Le realtà sopracitate hanno costituito il "Coordinamento Apuano"
Amici delle Alpi Apuane (http://www.amicidellealpiapuane.it)
Salviamo le cave e i cavatori (https://www.facebook.com/groups/1400353910226252/?fref=ts)
Conflitto e mobilitazione
Intensità del conflittoMedia (proteste, mobilitazione visibile)
Temporalità del conflittoMobilitazioni dopo gli impatti
Gruppi mobilitati:Minatori
Contadini
Popoli indigeni
Lavoratori industriali
Lavoratori informali
Organizzazioni sociali locali
Governi locali/partiti politici
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Pastori
Movimenti sociali
Sindacati
Scienziati / professionisti locali
Forme di mobilitazione:Elaborazione di documenti indipendenti (es. reports, dossier, note informative)
Lavoro di rete/azioni collettive
Sviluppo di proposte alternative
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Azioni legali/giudiziarie
Media-attivismo
Lettere e petizioni di reclamo
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
Proteste di strade/manfestazioni
1) Sono state raccolte oltre 100.000 firme in una petizione online;
2) Sostegno al Piano Paesaggistico Toscano del 2014, portato avanti da Anna Marson, nel suo ruolo di Assessore all'Urbanistica, Pianificazione del Territorio e Paesaggio della Regione Toscana, durante la IX Legislatura, Aprile 2010 - Giugno 2015;
3) Il comitato "Salviamo le Apuane", nel tentativo di dare ancora più visibilità alla questione della distruzione delle Alpi Apuane, per il premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell'anno” 2015, come candidati per la Toscana, ha proposto e sostenuto il video maker Alberto Grossi e l' Assessore all'Urbanistica Anna Marson, per il loro impegno personale nella questione Apuana.
Impatti del progetto
Impatti ambientaliPotenziale: Perdita di biodiversità, Inondazioni, Insicurezza alimentare/danni alle produzioni agricole, Degradazione paesaggistica, Inquinamento acustico, Contaminazione dei suoli, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità delle acque, Contaminazione delle falde acquifere/riduzione dei bacini idrici, Impatti sul sistema idrogeologico, Riduzione della resilienza ecologica/idrogeologica, Sversamenti di residui di lavorazione dei minerali, Inquinamento atmosferico, Deforestazione/perdita di aree verdi/vegetazione
Altro (specificare sotto)Fonti inerenti:
[7][8][23][24]
Impatti sulla salutePotenziale: Incidenti/infortuni, Malattie professionali e incidenti sul lavoro, Morti, Problemi mentali compresi stress, depressione e suicidi
Altro (specificare)1) Scottature della pelle, soprattutto nella stagione estiva, causato dal riflesso dal bianco marmoreo [10];
2) Al netto, negli ultimi dieci anni nelle cave di Carrara ci sono stati 11 morti. 1.258 gli infortuni dal 2005 ad oggi. Considerato che le giornate lavorative sono circa 250 l'anno, il conto è di un infortunio ogni due giorni [23].
Fonti inerenti:
[25] [26][27]
Impatti socio-economiciPotenziale: Aumento della corruzione/cooptazione dei diversi attori, Mancanza di sicurezza sul lavoro, assenteismo al lavoro, licenziamenti, disoccupazione, Espropri di terra, Deterioramento del paesaggio/perdita del senso del luogo, Perdita di tradizioni/pratiche/saperi/culture, Aumento dei problemi sociali (alcolismo, prostituzione,ecc)
Altro (specificare)Sopratutto in questi ultimi anni, diversi autori hanno descritto e analizzato, in articoli di giornale o con la pubblicazione di inchieste, gli impatti socio economici che l'economia estrattiva ha avuto in queste zone [1][28][29][30].
Risultati
Status attuale del progettoOperativo
Risultato del conflitto/risposta:Corruzione
Criminalizzazione degli attivisti
Miglioramenti ambientali, bonifiche, risanamento delle aree
Cambiamenti istituzionali
Giudizio in attesa di sentenza
Negoziazione di soluzione alternative
Nuove legislazione/norme
Repressione
Rafforzamento della partecipazione
Negoziazione in corso
Applicazione della legislazione vigente
I cavatori, contrari alla chiusura delle cave, hanno scritto diverse lettere indirizzate al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri criticando il Piano Paesaggistico e, inoltre, hanno presentato decine di ricorsi preventivi al TAR [12];
Alcune associazioni ambientaliste, il 19 settemre 2015 hanno presentato un ricorso straordinario, al Presidente della Repubblica, avverso a quelle parti del Piano Paesaggistico lesive dei valori ambientali e paesaggistici delle Alpi Apuane e soprattutto del Parco [14].
Sviluppo di proposte alternative:Vista la situazione del territorio interessato, il Coordinamento Apuano vede come unica possibile soluzione l'opzione zero: chiusura di tutte le cave e riconversione economica del territorio. Questo dovrebbe avvenire tramite la creazione di posti di lavoro nei settori del turismo e dell'enogastronomia, sfere economiche adatte ad un modello di sviluppo più sostenibile. L’unico uso del marmo che in futuro si pensa sia possibile mantenere, è quello per usi artistici.
Come riportato nell'intervista rilasciata al sito Lucca Libera [10] dal portavoce di Salviamo le Apuane, Eros Tetti, il movimento in questi anni ha creato un progetto, chiamato PIPSEAA (Piano Programma di Sviluppo Economico Alternativo per le Alpi Apuane). Il progetto prevede, per prima cosa, una classificazione delle aree dedicate all'estrazione del marmo in tre tipologie differenti: più devastate, mediamente devastate e non devastate (vengono considerate appartenenti a quest'ultima categoria, le aree in cui è assente l'escavazione, ma che versano in stato di abbandono).
In secondo luogo, all'interno del Piano Programma vengono immaginati diversi interventi. Per le zone appartenenti alla prima categoria, come ad esempio quella di Carrara, vengono ipotizzate svariate azioni: la costruzione del più grande museo del marmo al mondo per raccogliere le opere provenienti dall’Italia e dall’estero, la riconversione della zona con cambio di destinazione d'uso con la costruzione di ristoranti e alberghi nel marmo e, infine, il ripristino della ferrovia marmifera.
Per quanto riguarda le aree appartenenti alla seconda tipologia, si propone una riconversione mista, che oltre alla costruzione di musei e teatri all’aperto, punti sul riuso dei buchi nelle montagne, creati dall’escavazione, per incentivare alcune pratiche sportive, come, ad esempio, l’arrampicata e il torrentismo (o canyoning).
Infine, per le ultime propone il ripristino di tutta la rete sentieristica e la ripresa e valorizzazione di lavori tradizionali, come la pastorizia e l’agricoltura, invitando alla partecipazione di giovani e di tutti coloro i quali abbiano spirito d’iniziativa e voglia di reinventarsi in progetti adatti al territorio montano.
Tutte queste proposte sono presenti nel documento "Un Manifesto per le Alpi Apuane" [17] che il Coordinamento Apuano ha presentato il 14 maggio 2016.
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:Incerto
Spiegare brevemente il motivoIl Coordinamento Apuano, lottando per il Piano Paesaggistico regionale, ha costruito un percorso politico che è riuscito a catturare l'attenzione e a ottenere visibilità a livello locale, nazionale e internazionale. Questo è avvenuto perché il percorso ha permesso di acquisire una maggiore coscienza sociale e, con essa, di allargare il fronte contrario ad un'economia basata esclusivamente sulla monocultura del marmo. Nonostante ciò, le istanze presentate dai movimenti all'interno dell'iter di realizzazione del Piano Paesaggistico, hanno subito un ridimensionamento tale da comportare la permanenza di problematiche sia territoriali che ambientali. È, però, un dato di fatto che l'industria del marmo in questo momento sia in difficoltà.
Fonti e materiali
Leggi e normative correlate - fonti legislative e testi giuridici

[15] Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico, Deliberazione Consiglio Regionale 27 marzo 2015, n.37
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[21] Legge Regionale Toscana del 28/2/1995, Disciplina degli agri marmiferi di proprietà dei Comuni di Massa e Carrara.
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[22] La legislazione mineraria italiana si basa sul Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443118, aggiornato e coordinato al D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 213.
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Convenzione europea del paesaggio; convenzione sottoscritta a Firenze nel 2000 e ratificata dall’Italia nel 2006.
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Direttiva Europea 85/337, stabilisce che l’apertura di nuove cave debba essere condizionata alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
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[2 ]Leggi Estensi del 1751, l’Editto di Maria Teresa Cybo-Malaspina
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L. n. 431/1985, Legge “Galasso”
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Direttiva europea 21/2006, prescrive per tutti gli Stati membri, l’adozione di severe misure sulla gestione dei rifiuti derivati da attività estrattiva, obbligando la redazione di un piano di gestione dei rifiuti per la riduzione al minimo degli stessi, nel rispetto del principio dello sviluppo sostenibile.
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D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137

(G.U. n. 45 del 24 febbraio 2004, s.o. n. 28) il quale all’art.2 ha ricompreso il paesaggio nel “Patrimonio culturale” nazionale. Il codice ridefinisce, sia l’oggetto di cui devono occuparsi i Piani paesaggistici, identificandolo con tutto il territorio regionale, tanto da diventare piano sovraordinato cui sono tenuti a conformarsi gli altri piani e programmi di livello regionale; sia i vincoli paesaggistici, regolamentati con l’art. 136 e l’art. 142.
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Bibliografia di libri pubblicati, articoli universitari, film o documentari pubblicati

[1] Cecconi T. (2014), Alpi Apuane. L’impatto dell’escavazione del marmo su ambiente e paesaggio, Quaderni di Salviamo le Apuane, Multimage.

[3] Gussoni M. (a cura di) (2014), Indagine congiunturale sul settore lapideo italiano, Internazionale Marmi e Macchine Carrara .
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[4] Donati L. (2007-2008), Aspetti storici, economici ed ambientali dell’industria lapidea Apuana e suoi possibili sviluppi, Tesi di Laurea, Corso di Laurea Specialistica in sviluppo e gestione sostenibile del territorio, Facoltà di Economia, Università di Pisa.

[5] Chessa M. (2010), Apuane: 279 modi per dire carbonato di calcio, Notiziario dell‟Ordine dei geologi della Toscana, n.82, Dicembre 2010
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[7] Legambiente Carrara (2014), La Regione protegga le sorgenti dalle cave di marmo, 27 Marzo 2014.
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[8] Zanchini E, G. Nanni e M. Valle (2014), Rapporto Cave Legambiente 2014.
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[17] Il Coordinamento Apuano, Un Manifesto per le Alpi Apuane, 14 Maggio 2016
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[18] STAT - Studi e dati. Settore lapideo nazionale, Internazionale Marmi e Macchine
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[19] STAT - Studi e dati. Settore lapideo internazionale, Internazionale Marmi e Macchine
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[30] Milani G. (2015), La terra bianca. Marmo, chimica e altri disastri, Roma, Editori Laterza.

Bartolucci M. ( 2014-2015), I conflitti ambientali come forma di percezione e azione territoriale. Il caso toscano dell’estrazione del marmo nel comprensorio Apuo-Versiliese, Tesi di laurea, Corso di Laurea Magistrale in Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti, Interdipartimento di Giurisprudenza, Civiltà e forme del sapere e Scienze Politiche, Universita’ di Pisa

[9] La Nazione Massa, Il Parco deve vergognarsi. Non puo lavorare per le cave, 27 Ottobre 2015
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[10] Lucca Libera (2014), Chiudiamo le cave di marmo, 15 Febbraio 2014
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[11] Pierotti S., Nasce su facebook un gruppo in difesa delle cave e dei cavatori, La gazzetta del serchio, 27 febbraio 2014
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[12] Carnevali M., Marmo, sessanta ricorsi contro il piano paesaggistico, Il tirreno, 29 Novembre 2015
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[13] Marson A. (2015a)“Il percorso di approvazione del Piano paesaggistico della Regione Toscana”, Il Ponte, LXXI n.7, Luglio 2015, pp.63-73.
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[14] Loscarpone, Alpi Apuane: ricorso al Capo dello Stato per il Piano Paesaggistico della Toscana, Settembre 2015
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[16] Legambeinte Toscana, Stati Generali delle Alpi Apuane, 22 aprile 2016
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[20] Balestri A., Associazione Industriali Massa Carrara, La fantasia e la scarsa applicazione del consiglieri regionali nelle nuove normative sul settore cave
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[23] Imarisio M. (2014),Lo scandalo del torrente Carrione fuori dagli argini due volte l’anno. La Provincia doveva fare i lavori per metterlo in sicurezza. Il processo per l’alluvione del 2003 iniziò a 20 giorni dalla prescrizione dei reati. Le accuse del governatore, Corriere della sera, 6 Novembre 2014
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[24] Tgregione.it, Apuane, Le Guardie del Parco confermano il grave inquinamento da marmettola dei corsi d’acqua, 1 Ottobre 2015
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[25] Il tirreno, Muore schiacciato da una lastra di marmo. Aveva 61 anni, era un lavoratore interinale, 9 Maggio 2016
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[26] Ansa.it Toscana, Frana Apuane: nove morti negli ultimi dieci anni,18 aprile 2016
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[27] Ilfattoquotidiano, Alpi Apuane, costone franato: ritrovati morti i due operai dispersi, 15 Aprile 2016
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[28] Stella G. A. (2015), Da risorsa a minaccia al paesaggio. La Toscana alla disfida del marmo. Divisi sui numeri I cavatori: migliaia di posti di lavoro creati I critici: sono un decimo rispetto a 50 anni fa,Corriere della Sera,17 Marzo 2015, in
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[29] D’Anna D. (2014), «Mafia e omertà» Parla Giubilaro. Il procuratore capo si lamenta per la scarsa collaborazione «C’è un elevato tasso di cautela, così è tutto più difficile», Il Tirreno Massa-Carrara, 30 Dicembre 2014.
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[31] Carnevali Melania, Marmo Carrara, i Bin Laden si comprano le cave: “Con loro più posti di lavoro”, Il Fatto quotidiano,18 luglio 2014
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Assindustria Massa Carrara, I PRINCIPALI CANTIERI APERTI ATTUALMENTE DELLA CPC (GRUPPO BIN LADEN), 3 agosto 2014
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Matelli D. (2015), Il cuore infranto delle Apuane, Fotoreportage, Dalla Pietà allo sbiancante per carta e dentifrici: la febbre del marmo continua a divorare i candidi monti amati da Michelangelo, National Geographic Italia, Ottobre 2015, in
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Il Tirreno, Il sindaco sulle leggi estensi perde la pazienza,12 novembre 2013
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La Nazione Massa, Assindustria contro i media, Il Presidente Lucchetti in difesa di cave e marmo, 15 Ottobre 2015
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LEFT REDAZIONE, La lettera di Andrea Balestri, Direttore dell’Associazione Industriali di Massa Carrara sul libro “La Terra Bianca”, 14 SETTEMBRE 2015
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La Naziona Massa, Assindustria contro i media, Il presidente Lucchetti in difesa di cave e marmo, 15 Ottobre 2015
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Media correlati - links a video, campagne, social networks

[6] La banda del Buco, Puntata del 03/04/2011, Report
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La banda del Buco, Puntata del 11/11/2013 , Report
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AUT OUT - LA DISTRUZIONE DELLE ALPI APUANE, Un video del regista Alberto Grossi (2010)
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Geo and Geo (2015), Alpi Apuane, Puntata del 19 Novembre 2015
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Altri tipi di documenti

Matelli D., Il cuore infranto delle Apuane, Fotoreportage, Dalla Pietà allo sbiancante per carta e dentifrici: la febbre del marmo continua a divorare i candidi monti amati da Michelangelo, National Geographic Italia, Ottobre 2015 Alpinisti sui Torrioni del Corchia. Sullo sfondo, la cima mozzata delle Cervaiole e la vetta dell'Altissimo.
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Meta informazioni
Collaboratore:Myriam Bartolucci, ricercatrice tirocinante nel progetto EJAtlas: [email protected]; Eros Tetti, portavoce di Salviamo le Apuane: [email protected]
Ultima modifica27/02/2018
ID del conflitto:4653
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