Ultima modifica:
11-03-2014

Raffineria ENI di Taranto

Dall'attività della Raffineria al progetto Tempa Rossa


Descrizione:

La Raffineria di Taranto è stata costruita nel 1964 insieme al parco Serbatoi e ad altri impianti che poi sono diventati il polo industriale dell’area jonica [1]. La gestione Shell prosegue fino al 1975, quando la Raffineria passa sotto il controllo nazionale dell'Eni [1]. La Legge 426/1998 “Nuovi interventi in campo ambientale” ha individuato tra i siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) quello di Taranto per l’insostenibile inquinamento dell’area e l’elevata compromissione delle diverse matrici ambientali e conseguente pericolo per la salute della collettività [2][3]. Nel 2000 un Decreto del Ministero dell’Ambiente ha perimetrato il sito di Taranto tra i due Comuni Taranto e Statte (censimento della popolazione del 2001: 216.618) [4]. La Regione Puglia ha in seguito approvato, nel 2008, la legge regionale n. 44 del 19 dicembre 2008 “Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani” [5] e nel 2010, a livello nazionale, è stato presentato il Dlgs 155/2010 volto al contenimento dei livelli di benzo(a)pirene [6]. Nel 2012 la Giunta Regionale con DGR 1980/2012 ha adottato il Piano Straordinario Salute Ambiente per la provincia di Taranto stanziando 8 mln di euro [7]. Nel 2007 Eni ha presentato il progetto «Taranto Plus» per ottenere la VIA per l’ampliamento della capacità di lavorazione da 6,5 a 11 milioni di tonnellate l’anno ma l’autorizzazione è stata negata a causa delle criticità ambientali dell’area di Taranto [8][9]. Nonostante ciò successivamente è stato presentato il progetto Tempa Rossa, riguardante lo stoccaggio e lo spostamento del greggio proveniente dalla Basilicata presso la raffineria Eni e il porto di Taranto. Il progetto Tempa Rossa è stato definitivamente approvato dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) nel 2012 [10]. Nel 2010 è nato il primo movimento cittadino di opposizione, “Taranto Libera”, votato alla chiusura delle grandi imprese inquinanti e alla promozione di uno sviluppo economico alternativo per la città di Taranto con l’obiettivo primario della sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo la riconversione industriale. Nel marzo 2011 il movimento è diventato il Comitato Legamjonici, allargando l’area d’ influenza per la tutela dell’ambiente e della salute a tutti i cittadini dell’area jonica. Il Comitato ha continuato la sua opera a sostegno delle mappe epidemiologiche nella convinzione che la tutela della salute abbia inizio con la raccolta dei dati relativi agli effetti dell’inquinamento sulla salute umana basandosi sul principio della massima precauzione e della prevenzione primaria. Il Comitato ha cooperato con collaboratori tecnico-scientifici, sociali e sanitari, con il fine di un azione diretta sul territorio volta a sensibilizzare mediante assemblee pubbliche la cittadinanza e l’opinione pubblica. A questo proposito è nato un comitato collaterale specifico “Taranto Lider” (Libere Iniziative per la Diversificazione Economica e la Riconversione). Contro il progetto Tempa Rossa il Comitato Legamjonici, in collaborazione con Greenaction International, ha fatto denuncia presso il Parlamento Europeo per la violazione del D.Lgs.334/1999 relativo alla direttiva Seveso (96/82/CE) [11] “relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”, e ha chiesto la revoca del decreto di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente. A seguito di questa petizione (n.1107/2011), il Parlamento Europeo ha avviato un’inchiesta chiedendo alla Commissione Europea lo svolgimento di un’indagine preliminare [12]. Nel gennaio 2013 il Parlamento Europeo ha discusso la petizione alla presenza della rappresentante del Comitato Legamjonici e ha deciso di proseguire con una indagine più approfondita in seguito alle informazioni acquisite [13]. Nel febbraio 2013, è stato depositato presso il comune di Taranto il rapporto preliminare di sicurezza per l’ottenimento del N.O.F. (Nulla Osta di Fattibilità) [14]. Il CTR (Comitato Tecnico Regionale), accogliendo le osservazioni del Comitato Legamjonici, ha fissato delle prescrizioni alle quali l’azienda dovrà ottemperare nel Rapporto definitivo di Sicurezza [15]. In particolare riguardano la carenza di sicurezza degli impianti al verificarsi di eventi meteorologici [15]. A marzo 2012 il CIPE ha sbloccato il finanziamento del progetto [16]. Nel gennaio 2015 il Parlamento Europeo, alla luce delle nuove informazioni ricevute dal comitato e confermando l’assenza di un rapporto definitivo di sicurezza, ha deciso di non chiudere l’esame sul progetto ‘Tempa Rossa’ e di continuare le indagini anche sulla raffineria Eni in merito al problema del consistente rilascio di emissioni odorigene segnalate dal comitato Legamjonici [17]. A fine Marzo 2016, poco prima del voto nazionale su referendum su trivellazioni e petrolio, è stata aperta un'inchiesta che vedeva coinvolto il compagno dell'allora ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi in quanto "soggetto intraprendente, interessato alle opportunità derivanti da Tempa Rossa" [18]. La conseguenza sono state le dimissioni della Guidi visto che il nome del ministro dello Sviluppo economico compariva più volte nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di sei dipendenti del centro Eni di Viggiano (Potenza) per traffico e smaltimento di rifiuti. Il suo compagno Gianluca Gemelli, titolare della società I.T.S e della Ponterosso Engeneering, indagato nell’inchiesta, è stato uno dei più colpiti visto che, secondo le accuse, era riuscito a ottenere un emendamento favorevole prima bocciato nello Sblocca Italia e poi riemerso nella Legge di stabilità [19]. Ad un anno dall’inchiesta però, nel Gennaio del 2017, la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine [20]. Nell’Aprile 2017 un incendio ha colpito la raffineria tarantina [21]. Ad oggi (Settembre 2017) sul versante tarantino del Progetto Tempa Rossa il progetto è fermo a causa della Direttiva Seveso: è infatti previsto che il gestore presenti il rapporto di sicurezza almeno 6 mesi prima dell'avvio dei lavori ma non è ancora stato fatto [22]. Ad ogni modo ad Agosto del 2017 la Total ha proposto una soluzione B alternativa a Taranto: è stata avviata la procedutra di assoggetibilità ambientale per la Raffineria di Roma in sostituzione di quella tarantina [22][23]. Vedi Scheda sull'Atlante su Tempa Rossa in Basilicata per approfondire la questione [24].

Informazioni di base
Nome del conflittoRaffineria ENI di Taranto
NazioneItalia
Città e regione, Puglia
Localizzazione del conflittoTaranto
Accuratezza della localizzazioneBassa (livello nazionale)
Causa del conflitto:
Tipo di conflitto. Primo livelloEnergia (fossile, rinnovabile e giustizia climatica)
Tipo di confitto. Secondo livelloInquinamento legato al trasporto (sversamento, polveri, emissioni)
Raffinazione gas e petrolio
RisorseGas naturale
Petrolio
Dettagli del progetto e attori coinvolti
Dettagli del progetto

La Raffineria Eni di Taranto inizialmente sotto gestione Shell (fino al 1975) è passata poi sotto il controllo nazionale dell’ENI controllata da Agip Petroli e da Snam [1]. Nel 2007 per la Centrale Termoelettrica di Taranto e la Raffineria Eni sono nominati due Responsabili di Stabilimento diversi [1] mentre nel 2013 si ha una scissione parziale del ramo d’azienda di cui fa parte la Centrale Termoelettrica della Raffineria di Taranto di Enipower SpA a favore di Eni R&M SpA [25].

Vedi altro
Area del progetto275 ha
Livello degli investimenti:300.000.000 (Progetto Eni Tempa Rossa)
Tipo di popolazioneSemi-urbana
Popolazione impattata:203.257 abitanti (Comune di Taranto)
Data di inizio del conflitto:01/01/2010
Attori governativi rilevanti:Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica;
Regione Puglia;
Provincia Taranto;
Comune di Taranto.
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:* Comitato Legamjonici -
https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com
* Greenaction Transnational - www.greenaction-transnational.org
* Movimento cittadino “TARANTO LIBERA” -
http://tarantolibera.wordpress.com
* WWF di Taranto
* Legambiente
Conflitto e mobilitazione
Intensità del conflittoMedia (proteste, mobilitazione visibile)
Temporalità del conflittoResistenza preventiva (fase di precauzione)
Gruppi mobilitati:Organizzazioni sociali locali
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Pastori
Movimenti sociali
Scienziati / professionisti locali
Forme di mobilitazione:Ricerca partecipativa (es. epidemiologia popolare)
Elaborazione di documenti indipendenti (es. reports, dossier, note informative)
Lavoro di rete/azioni collettive
Sviluppo di proposte alternative
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Media-attivismo
Presentazione osservazioni alla VIA/AIA
Lettere e petizioni di reclamo
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
Proteste di strade/manfestazioni
Petizione al Parlamento Europeo
Impatti del progetto
Impatti ambientaliPotenziale: Inquinamento atmosferico, Incendi, Insicurezza alimentare/danni alle produzioni agricole, Contaminazione genetica, Contaminazione dei suoli, Fuoriuscite di contaminanti, Fuoriuscite di petrolio, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità delle acque, Sversamenti di residui di lavorazione dei minerali, Riscaldamento globale, Degradazione paesaggistica
Altro (specificare sotto)Dati VIII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano (pubblicato nel 2012 dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente costutuito da ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - , ARPA - Agenzie Regionale per la Protezione Ambientale - , APPA - Agenzie Provinciali per la Protezione Ambientale. [6]): benzo(a)pirene 1,8 ng/m³ (su media annuale da rispettare 1,0 ng/m³) - presenza nell’aria di microinquinanti oraganici policlorodibenzodiossine (PCDD), Policlorodibenzofurani (PCDF), Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), Policlorobifenili (PCB).
Impatti sulla salutePotenziale: Incidenti/infortuni, Problemi mentali compresi stress, depressione e suicidi, Malattie professionali e incidenti sul lavoro, Morti, Altre malattie legate alla contaminazione ambientale
Altro (specificare)Altri impatti sanitari/dati a sostegno degli impatti sanitari osservati o potenziali: (specificare)
- Dati relativi allo studio SENTIERI - Studio Epistemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento - 2011 e 2014 [29][30] hanno rilevato un aumento della mortalità causata da tumori e malattie (tumore ai polmoni, alla pleura, malattie acute dell’apparato respiratorio, circolatorio e digerente).
- Secondo lo studio sulle emissioni effettuato dal Comitato scientifico del WWf di Taranto l’esposizione all’idrogeno solforato ha causato nella città “problemi neurologici, affaticamento debolezza, depressione, perdita della memoria, mal di testa, problemi di apprendimento, problemi alla vista, alla circolazione del sangue, svenimento” in aggiunta ad “ aborti spontanei” e “aumento dei danni neurologici”, inoltre “può portare all’instabilità genomica o a mutazioni tipiche dei polipi ademonatosi spesso associati al cancro al colon”[31].
Impatti socio-economiciPotenziale: Mancanza di sicurezza sul lavoro, assenteismo al lavoro, licenziamenti, disoccupazione, Perdita di tradizioni/pratiche/saperi/culture, Violazione dei diritti umani, Deterioramento del paesaggio/perdita del senso del luogo
Risultati
Status attuale del progettoPianificato (decisione di procedere assunta, es. approvazione VIA-AIA)
Risultato del conflitto/risposta:Sentenze sfavorevoli alla giustizia ambientale
Negoziazione in corso
Attacchi violenti ad attivisti
Sviluppo di proposte alternative:I movimenti locali oggi sostengono principalmente la chiusura totale delle grandi industrie inquinanti e la promozione di uno sviluppo economico alternativo e pulito per la propria città. I movimenti propongono un’economia basata sull’ecologia e sull’energia pulita. Si pongono, inoltre, come obiettivo il risveglio di una coscienza civile critica nei confronti della classe politica locale che ha lasciato che Taranto si lasciasse sfuggire occasioni di sviluppo economico ignorando o non impiegando adeguatamente finanziamenti europei per i piani di riconversione. I movimenti sono convinti che l’unico modo per rendere compatibile il sistema industriale con salute, occupazione e ambiente sia l’eliminazione dell’industria pesante attraverso un piano di riconversione serio e responsabile che gli Amministratori locali non sono stati ancora in grado di attuare. L’industria pesante dovrebbe sorgere a decine di chilometri dal centro abitato, per il rispetto del principio fondamentale di precauzione questo è il motivo per cui nessun sistema di abbattimento delle emissioni può essere sufficiente per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Piani di bonifica dovrebbero essere realizzati principalmente come atti indispensabili per la tutela dell’ambiente e della salute.
Comitati: ‘Taranto Libera’, Legamjonici, ‘Taranto Lider’, Movimento Stop Tempa Rossa che ha ottenuto il sostegno di diverse associazioni e cittadini.
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:Incerto
Spiegare brevemente il motivoNonostante il conflitto sia ancora in corso, la mobilitazione dei comitati è riuscita ad ottenere l’attenzione di associazioni ambientaliste, organizzazioni della società civile, delle istituzioni nazionali ed europee.
Fonti e materiali
Leggi e normative correlate - fonti legislative e testi giuridici

Studio di Impatto Ambientale relativo al progetto “Taranto Plus”
[click to view]

[5] Legge regionale n. 44 del 19 dicembre 2008 “Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani”
[click to view]

[11] D.Lgs.334/1999
[click to view]

[6] Dlgs 155/2010 Regione Puglia
[click to view]

[2] Legge 9 dicembre 1998, n. 426 "Nuovi interventi in campo ambientale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 291del 14 dicembre 1998
[click to view]

[8] Testo Interrogazione a risposta scritta (Atto a cui si riferisce:C.4/07380)
[click to view]

[4] DECRETO 10 gennaio 2000 Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Taranto
[click to view]

[10] DELIBERAZIONE 23 marzo 2012 Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 443/2001) opere per lo sviluppo del giacimento di idrocarburi denominato «Tempa Rossa» (CUP F75F07000100007) approvazione progetto definitivo e modifica soggetto aggiudicatore. (Deliberazione n. 18/2012). (12A06063)
[click to view]

[12] PARLAMENTO EUROPEO 2009 - 2014 Commissione per le petizioni
[click to view]

[16] MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - Dipartimento per l'energia Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche (GU Parte Seconda n.18 del 12-2-2013)
[click to view]

[3] ACCORDO DI COLLABORAZIONE (ex Art. 15 comma 1 L. 241/1990) tra Il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto e l'Azienda Sanitaria Locale
[click to view]

Bibliografia di libri pubblicati, articoli universitari, film o documentari pubblicati

[23] Procedura di Assoggetabilità ambientale presentata dalla Raffineria di Roma S.p.A. nell'Agosto 2018
[click to view]

[30] Studio SENTIERI 2011
[click to view]

[7] Il Centro Salute Ambiente di Taranto
[click to view]

[26] Report ENI 2013
[click to view]

[25] Procedure di adeguamento della Raffineria di Taranto | Gennaio 2011
[click to view]

[27] Progetto Totale Tempa Rossa
[click to view]

[1] Dichiarazione Ambientale ENI
[click to view]

[9] Studio di Impatto Ambientale
[click to view]

[14] Rapporto Preliminare per l'ottenimento del N.O.F.
[click to view]

[28] Progetto di scissione parziale di Enipower
[click to view]

[29] Studio SENTIERI 2014
[click to view]

ARPA Puglia monitoraggi
[click to view]

VIII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano
[click to view]

[31] Emissioni di idrogeno solforato (H2S) dalla Raffineria Eni di Taranto, Comitato WWF di Taranto, versione in linea
[click to view]

Links web ad articoli giornalistici, blogs, ecc.

[13] Tempa Rossa, se ne occupa il Parlamento Europeo il 27 gennaio, Inchiostro Verde, 4 Gennaio 2015
[click to view]

Legamjonici contro l'inquinamento
[click to view]

Scheda sull'Atlante dei Conflitti Ambientali sul Progetto Tempa Rossa
[click to view]

Antonello Corigliano, Tempa Rossa. Il 27 gennaio se ne parla al Parlamento Europeo, pugliapress, 5 Gennaio 2015
[click to view]

[18] Tempa Rossa, Federica Guidi dopo la richiesta di archiviazione per il compagno Gianluca Gemelli: "Con la politica ho chiuso", Huffingtonpost, 13 Gennaio 2017
[click to view]

[15] Articolo del blog "legamionici contro inquinamento" del 14 Novembre 2014
[click to view]

[20] Tempa Rossa: Rapporto di sicurezza, che fine ha fatto?, Il post, 12 Gennaio 2017
[click to view]

[21] Fiamme alla raffineria Eni il fuoco domato in 3 ore, Gazzetta del mezzogiorno, 1 Aprile 2017
[click to view]

[17]Tempa Rossa, la Commissione Europea continua a vigilare, legamionici contro inquinamento, 27 Gennaio 2015
[click to view]

[19] Giovanna Trinchella, Federica Guidi, il compagno intercettato: “A quelli di Total gli ho presentato Fede”, Il Fatto Quotidiano, 31 Marzo 2016
[click to view]

[22] Pietro Dommarco, Il tour dei bisonti del petrolio Total, Terre di Frontiera, 2 Settembre 2017
[click to view]

Mario Diliberto, Taranto, incendio nelle cisterne dell'Eni

ustionato un operaio, benzene nell'aria, La Repubblica, 10 Settembre 2012
[click to view]

Media correlati - links a video, campagne, social networks

STOP AL TEMPAROSSA
[click to view]

IL PORTO AI TARANTINI
[click to view]

Daniela Spera smonta Total
[click to view]

Meta informazioni
Collaboratore:Giulia Bagni (CDCA), Daniela Spera (Comitato Legamjonici contro l'inquinamento Taranto)
Ultima modifica11/03/2014
Commenti
Legal notice / Aviso legal
We use cookies for statistical purposes and to improve our services. By clicking "Accept cookies" you consent to place cookies when visiting the website. For more information, and to find out how to change the configuration of cookies, please read our cookie policy. Utilizamos cookies para realizar el análisis de la navegación de los usuarios y mejorar nuestros servicios. Al pulsar "Accept cookies" consiente dichas cookies. Puede obtener más información, o bien conocer cómo cambiar la configuración, pulsando en más información.