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Eradicazione degli Ulivi in Salento


Descrizione:

La Xylella fastidiosa è un patogeno batterico delle piante trasmesso da insetti vettori e associato a malattie gravi che interessano un’estesa varietà di piante. Nella vite provoca la malattia di Pierce, che ha rappresentato un grave problema per i viticoltori di Stati Uniti e America del Sud. E’ stata scoperta sugli ulivi pugliesi a ottobre del 2013, rendendo la regione Puglia la prima in Europa nella quale sia stato rilevato il batterio [1].

Il paesaggio naturale salentino compreso tra Monopoli, Fasano, Ostuni e Carovigno è costituito da un patrimonio agrario millenario che si estende dalle colline delle Murge fino alla costa.  Il territorio ospita la più alta concentrazione di piante millenarie al mondo, che danno corpo al paesaggio agrario arboreo più antico esistente, tante sono le testimonianze storico-culturali, archeologiche ed architettoniche di grande valore [2]

Al batterio e al suo insetto vettore è stata fin da subito attribuita l’intera responsabilità del disseccamento degli ulivi nella provincia di Lecce. Questo perchè si è sistematicamente riscontrata una stretta associazione tra la presenza del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa e il Complesso del disseccamento rapido dell'olivo Co.Di.Ro. [3]. 

La lotta alla diffusione della Xylella è stata regolamentata mediante normative di diverso grado: quella europea, ai sensi della direttiva 2000/29/CE [4] del Consiglio "Direttiva sulla salute delle piante" sulle misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione. Pertanto l'introduzione e la diffusione di questo organismo in tutti gli Stati membri sono state vietate. La direttiva sulla salute delle piante ha imposto obblighi giuridici da rispettare una volta accertata la presenza dell'organismo. Indipendentemente dai sintomi e dalle sottospecie interessate, devono essere prese tutte le misure necessarie per la sua eradicazione o, qualora ciò sia impossibile, per impedirne l'ulteriore diffusione. Misure d'emergenza per combattere questo organismo sono state adottate dall'UE inizialmente nel febbraio 2014 [5] e successivamente perfezionate a luglio dello stesso anno. Sono state introdotte norme più severe nel maggio 2015 sulla base di un'ampia valutazione del rischio fitosanitario dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)[6]. Da allora, queste misure sono state aggiornate più volte sulla base dei dati scientifici e tecnici disponibili, allo scopo di evitare la diffusione e l’introduzione di questi organismi nocivi nel territorio dell’UE [7].

La normativa europea è stata recepita a livello nazionale [8]e regionale [9], nello specifico la Regione Puglia si è occupata di attivare un Osservatorio fitosanitario permanente sul territorio che monitorasse lo stato di salute delle piante e costituisse un punto di raccordo per vivaisti e agricoltori [10].

L’associazione Spazi Popolari, da anni impegnata sul territorio,  ha fin da subito criticato la poca apertura delle istituzioni locali ed europee per aver bruscamente respinto il ricco dibattito scientifico che si era aperto sull’origine del fenomeno. Un dibattito che ne ha identificato le cause in una serie di patogeni in connessione fra loro, in un contesto generale di abbassamento delle difese immunitarie delle piante, degrado dei terreni e inquinamento da pesticidi. Proprio per esprimere tale complessità la malattia venne chiamata Complesso del disseccamento rapido dell’olivo. 

Spazi Popolari AOR (Agricoltura Organica Rigenerativa) fin dalla sua costituzione ha promosso e valorizzato l’agricoltura rurale e contadina priva dell’utilizzo di pesticidi organizzando diverse iniziative pubbliche e corsi di formazione al fine di tutelare la biodiversità e il paesaggio. Appena il disseccamento degli ulivi si è diffuso nel Salento ha cercato di sollecitare una ricerca allargata a Università ed Enti di ricerca presenti sul territorio nazionale e internazionale e sperimentando in maniera diretta pratiche per curare gli ulivi,praticando disobbedienza civile verso le eradicazioni imposte dalle istituzioni [11].

Nel dibattito, oltre ai movimenti locali sono intervenuti numerosi studiosi, tra cui Pietro Perrino, già Direttore dell’Istituto del Germoplasma del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Bari che ha posto in correlazione il largo uso del glifosato, utilizzato per decenni come diserbante per gli uliveti che avrebbe portato a maggiore vulnerabilità delle piante, impoverimento dei suoli e distruzione dell’equilibrio microbiologico [12

Oltre al dottor Perrino si è espresso in merito anche Cristos Xiloyannis, docente dell’Università della Basilicata che ha posto al centro del problema la distruzione dello strato organico dei terreni, dopo decenni di gestione chimica. Numerose analisi effettuate sugli ulivi hanno mostrato infatti l’esistenza di più microrganismi capaci di causare disseccamento impedendo la circolazione della linfa. All’interno dei tronchi sono stati ritrovati di frequente i canali scavati dalle larve del rodilegno, che aprono la strada alle infezioni [13]. 

Il problema posto da associazioni e studiosi, esperti del settore, ha portato alla luce come non fosse solo la Xylella Fastidiosa la responsabile della cattiva salute delle piante pugliesi e come allo stesso tempo in alcune piante sintomatiche non si riscontrasse la presenza del batterio [14].

Tra le mobilitazioni più significative bisogna ricordare quando il 17 ottobre 2015 [15] un centinaio di proprietari di uliveti e semplici cittadini ha bloccato il taglio di circa 60 alberi messo in atto da parte di un agricoltore di Torchiarolo, in provincia di Brindisi che aveva deciso di adeguarsi alle disposizioni del piano predisposto per l'emergenza Xylella.  In quell’occasione i dimostranti hanno impedito i tagli posizionandosi vicino agli alberi. La protesta di contadini, ambientalisti e cittadini ha bloccato i tagli ancor prima che le ruspe giungessero sul luogo e le forze dell’ordine non hanno potuto far altro che verbalizzare l'impossibilità per il proprietario del fondo di mettere in atto le azioni previste dal programma di interventi varato dal commissario straordinario Giuseppe Silletti, che ha previsto indennizzi per ogni albero abbattuto per chi collabora [16][17

Nel 2018 uno studio dei Medici per l’Ambiente ISDE dopo aver analizzato le pubblicazioni dei patologi ha confermato come il batterio non è stato trovato in tutte le piante con la sintomatologia del disseccamento rapido dell’olivo. In particolare funzionari della Regione hanno fatto campionare l’area interessata, le cosiddette aree focolaio, e hanno osservato che meno del 2% dei campioni conteneva la Xylella.[12]

L’anno successivo  l’Aiab, associazione italiana per l’agricoltura biologica, e l’ISDE, hanno chiesto un incontro con l’allora ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, per illustrare proposte di modifica al Decreto Xylella. Patrizia Masiello, presidente di Aiab Puglia e Agostino Di Ciaula, presidente del comitato scientifico di Isde hanno affermato di non negare il ruolo del batterio ma allo stesso tempo hanno ritenuto che la causa del disseccamento non si possa attribuire a un solo elemento, piuttosto alla cattiva gestione dei suoli con ripetuti attacchi fitosanitari. A loro avviso l’uso incontrollato di questi metodi ha contribuito ad aumentare la desertificazione del territorio, già in stato avanzato nel Salento, mettendo a rischio l’economia dell’agroalimentare d’eccellenza e la salute dei cittadini, a partire dagli stessi agricoltori [18]. 

Un’altra spinosa questione è stata resa nota dal Comitato pugliese per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio quando l’olivo di Monopoli, dichiarato infetto dalla rete dei laboratori “Selge”, a cui è stato affidato lo studio sul batterio, che aveva determinato una ridefinizione e un allargamento delle zone di quarantena, poi sequestrato dalla Procura di Bari, è risultato negativo ad analisi successive sulla presenza della Xylella. Gli alberi presenti nei 3,14 ettari contigui sarebbero stati abbattuti su analisi fallaci. Il Comitato ha mostrato le sue perplessità sull’affidabilità dei laboratori incaricati ed ha poi indetto una manifestazione pubblica di protesta e denuncia. L’unica spiegazione ufficiale, fornita dalla Determina 59 dell’Osservatorio Fitosanitario Regionale del 21 maggio 2019 ha riferito di una “anomalia nella catalogazione del campione”, come ha poi raccontato il comitato a testate nazionali di categoria. [19]

Nel 2020, anche per via della pandemia da coronavirus, le associazioni hanno vissuto una fase di smobilitazione nonostante alcuni attivisti abbiano continuato a divulgare la loro esperienza a numerosi mass media, avvalendosi sempre dell’aiuto dei numerosi docenti ed esperti che negli anni hanno contribuito ad una narrazione diversa del problema Xylella. 

Informazioni di base

Nome del conflittoEradicazione degli Ulivi in Salento
NazioneItalia
Città e regioneLecce, Puglia
Localizzazione del conflittoVEGLIE
Accuratezza della localizzazioneMedia (livello regionale)

Causa del conflitto:

Tipo di conflitto. Primo livelloConflitti legati alla conservazione della biodiversità
Tipo di confitto. Secondo livelloCreazione/conservazione di riserve/parchi naturali
Deforestazione
Agro-tossici
RisorseProdotti chimici
Ulivi

Dettagli del progetto e attori coinvolti

Dettagli del progetto

La Xylella fastidiosa è un patogeno batterico delle piante trasmesso da insetti vettori e associato a malattie gravi che interessano un’estesa varietà di piante. Nella vite provoca la malattia di Pierce, che rappresenta un grave problema per i viticoltori di Stati Uniti e America del Sud. E’ stata scoperta sugli ulivi pugliesi a ottobre del 2013 facendo entrare la regione nel triste primato di prima segnalazione del batterio nell'Unione europea. La presenza del batterio negli arbusti provoca ciò che è stato definito il complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO), una grave malattia dell’olivo comparsa pochi anni fa in un’area ristretta vicino Gallipoli. Nel 2013 si è rapidamente diffusa in forma epidemica in un’area di circa 8.000 ha [20]

Da allora la sua presenza è stata segnalata anche in Francia, Spagna e Germania. Da quella data si sono via via intensificati controlli sul territorio affinché venisse impedita la diffusione del batterio. Numerose specie di insetti sono inoltre ritenuti vettori del batterio e l’ulivo non è l’unica pianta destinato ad ospitarlo, sia di tipo selvatico che di altre tipoligie comunemente presenti nelle coltivazioni [21].

Secondo le più recenti analisi effettuate dall’EFSA - European Food Safety Authority - non esiste ancora un modo per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo. In esperimenti recenti è stata valutata l'efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati hanno mostrato che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare completamente la xylella in condizioni di campo per lungo periodo.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute dei vegetali ha impiegato diverse tecniche per simulare come il patogeno si diffonda su brevi e lunghe distanze in diverse condizioni. La “modellazione computerizzata” ha evidenziato l'importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, presenti nella legge del 18 maggio 2015 [22] relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa, per evitarne ulteriormente la diffusione e anche per eradicare i focolai già in atto [23].

L’Italia nel 2019 è stata condannata per non aver applicato le misure obbligatorie imposte dall’Unione per impedire il diffondersi del batterio, responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia. In merito si è espressa la Corte di Giustizia dell’Unione Europea dopo aver accolto il ricorso della Commissione Ue contro ritardi e mancanze nelle ispezioni e nell’abbattimento delle piante infette da parte delle autorità nazionali. Si è trattato di una condanna per primo inadempimento, che ha previsto solamente il pagamento delle spese processuali.

La sentenza ha concluso la prima fase della procedura di infrazione che risale al 2015. In particolare le misure di eradicazione Ue hanno previsto azioni di diversa intensità secondo aree delimitate. Possiamo distinguere due differenti zone: una zona infetta, delimitata a nord da una fascia di 20 km e una zona cuscinetto, confinante con la prima, dove la lotta al batterio ha previsto secondo la normativa l'abbattimento anche delle piante sane nel raggio di 100 metri.

Nel 2016 la Corte di Giustizia aveva già dichiarato la validità, sotto il profilo del diritto dell’Unione, di tali misure di eradicazione. [24] [25]

Secondo i ricercatori l’unica metodologia efficace per prevenire la diffusione del batterio è la lotta ai vettori, poiché l’insetto è ancora allo stadio giovanile, vulnerabile, e facilmente localizzato sulle piante spontanee. Le linee guida europee e regionali hanno individuato nel mese di aprile il periodo dell’anno più propizio durante il quale è necessario eliminare la flora spontanea su cui vivono le neanidi, con arature o trinciature per abbattere in maniera sensibile la popolazione giovanile dei vettori presente nei campi e in particolare negli oliveti [10].

Area del progetto231.516
Tipo di popolazioneSemi-urbana
Popolazione impattata:14.338 abitanti di Veglie
Data di inizio del conflitto:01/03/2015
Attori governativi rilevanti:CNR di Bari
Regione Puglia
TAR del Lazio
Ministero delle Politiche Agricole
Unione Europea
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:Associazione Spazi Popolari spazipopolari.blogspot.com

Conflitto e mobilitazione

Intensità del conflittoBassa (attività modesta di organizzazioni locali con scarsa capacità di mobilitazione)
Temporalità del conflittoIn reazione all'implementazione del progetto
Gruppi mobilitati:Contadini
Organizzazioni sociali locali
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Scienziati / professionisti locali
Forme di mobilitazione:Azioni artistico-creative (es. teatro guerilla, murales)
Sviluppo di proposte alternative
Occupazione di terre
Azioni legali/giudiziarie
Lettere e petizioni di reclamo
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
Proteste di strade/manfestazioni

Impatti del progetto

Impatti ambientaliPotenziale: Perdita di biodiversità, Desertificazione, Insicurezza alimentare/danni alle produzioni agricole, Contaminazione genetica, Contaminazione dei suoli, Deforestazione/perdita di aree verdi/vegetazione
Altro (specificare sotto)Per decenni, nelle aree focolaio del Salento, è stato usato il Roundup, cioè il glifosato. Nello specifico è stato impiegato negli uliveti per eliminare le erbe spontanee allo scopo di rendere più agevole la raccolta delle olive, dopo la loro caduta al suolo. Analizzando i rapporti ARPA i medici dell’ISDE hanno riscontrato che nelle aree focolaio, quindi in provincia di Lecce, il quantitativo di erbicida, pari a 4,05 Kg/ha, è significativamente superiore a quello delle altre province: Taranto (0,37 kg/ha), Foggia (0,92 kg/ha), Bari (1,11 kg/ha) e Brindisi (2,18 kg/ha). Di conseguenza i ricercatori hanno potuto affermare che il disseccamento si è manifestato dove si usa più glifosato. Cioè la malattia si è manifestata principalmente dove per decenni, dato confermato dagli stessi agricoltori, il glifosato è stato abbondantemente usato e abusato. Probabilmente in quantità superiore a quella indicata dalle statistiche. Tuttavia, il fenomeno del CoDiRO è più accentuato nelle aree focolaio del Salento probabilmente perché lì ci sono anche altre criticità ambientali, che sono meno gravi o addirittura assenti nelle aree non ancora colpite dalla malattia [12]
Impatti sulla salutePotenziale: Altre malattie legate alla contaminazione ambientale
Altro (specificare)La Puglia è al quarto posto in Italia per consumo di pesticidi. Ne vengono utilizzate circa 14.000 tonnellate all'anno, secondo gli ultimi dati Istat e in Salento, in particolare, la situazione è resa ancora più critica da un massiccio utilizzo di erbicidi, primo fra tutti il glifosato. Secondo i dati dell’ARPA analizzati dai medici ISDE è stato provato che in circa il 78% della frutta si trovano residui di pesticidi, in circa la metà dei campioni di ortaggi e legumi, e che sono stati trovati fino a 15 diversi pesticidi in un unico campione alimentare. Questo dato mette a serio rischio non solo la salubrità del terreno in cui i prodotti vengono coltivati ma anche la salute di numerosi cittadini [26]
Impatti socio-economiciPotenziale: Perdita di tradizioni/pratiche/saperi/culture, Deterioramento del paesaggio/perdita del senso del luogo
Altro (specificare)Nonostante non sia stato fatto uno studio specifico per quantificare il danno economico e paesaggistico subito nel corso degli anni in Salento numerosi giornalisti si sono recati sul luogo per documentare quanto il panorama pugliese sia cambiato. La fascia centrale del Salento che guarda lo Jonio è la zona più grave, quella definita “zona infetta”. Alcuni oliveti sorgono ancora inermi nel Capo di Leuca, la zona di Maglie al contrario versa in condizioni sempre peggiori, mentre la fascia che guarda l’Adriatico, fino a Lecce, sembra sia solo in parte compromessa.
A nord ci sono i focolai di Oria, San Pietro Vernotico e San Vito che rappresentano un grande rischio - specialmente per gli imprenditori - che il batterio possa presto trovar casa nella piana degli ulivi secolari che da Ostuni si spinge fino all’altopiano della Murgia.
Il settore, come raccontano le testate locali, è a terra e la produzione è calata vertiginosamente. Molte aziende hanno chiuso e molti uliveti sono stati distrutti e abbandonati, frantoi costretti ad acquistare le olive da fuori provincia per andare avanti con la produzione, posti di lavoro cancellati, agricoltori ormai scoraggiati e rassegnati [27].

Risultati

Status attuale del progettoOperativo
Risultato del conflitto/risposta:Negoziazione di soluzione alternative
Rafforzamento della partecipazione
Sviluppo di proposte alternative:Utilizzo dell’Agricoltura simbiotica

L’agricoltura simbiotica, nata dopo l’agricoltura biologica, verso la fine degli anni Ottanta, è un tipo di coltivazione delle piante agrarie che comporta l’inoculo nel suolo di microrganismi (funghi, batteri e lieviti) benefici. L’agricoltura simbiotica aumenta la fertilità del suolo. I principali attori sono i funghi micorrizici, che agevolano l’assorbimento delle sostanze nutritive e rendono le piante più vigorose e resistenti alle avversità. Questo legame tra piante e microrganismi del suolo si chiama micorriza. I risultati di questo tipo di agricoltura ottenuti nel corso del 2015-2016 e presentati all’inizio del 2017, nell’ambito del Progetto BiCC (Bio contrasto al CoDiRO), svolto in 23 comuni del Salento, sono stati molto incoraggianti, in quanto hanno dimostrato in campo di salvare le piante affette da CoDiRO, ma la Regione Puglia, che ha finanziato il progetto, e il Ministero delle Politiche Agricole non ne hanno tenuto conto, visto che all’indomani della presentazione dei risultati, hanno continuato ad imporre l’abbattimento degli alberi infetti e ad obbligare gli olivicoltori ad usare i pesticidi per il controllo degli insetti vettori della Xylella [12]
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:NO
Spiegare brevemente il motivo Nonostante le mobilitazioni, lo sviluppo di proposte alternative e il tentativo di dialogo con le istituzioni si è continuato ad eradicare gli ulivi e a non incentivare la ricerca a trovare una soluzione alternativa a questa malattia.

Fonti e materiali

Leggi e normative correlate - fonti legislative e testi giuridici

[1]EFSA, Scientific Topic: Xylella Fastidiosa
https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/xylella-fastidiosa

[6]Scientific Opinion on the risk to plant health posed by Xylella fastidiosa in the EU territory, with the identification and evaluation of risk reduction options
https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2015.3989

[4]Direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32000L0029

[9]Deliberazione della Giunta Regionale 29 ottobre 2013, n. 2023 Misure di Emergenza per la Prevenzione, il Controllo e la Eradicazione del Batterio da quarantena Xylella Fastidiosa associato al "Complesso del Disseccamento Rapido dell'Olivo"
http://www.emergenzaxylella.it/portal/portale_gestione_agricoltura/Documenti/normRegionale/PortalXylellaNormativaRegionaleIstanceWindow?IDNEWS=58&action=e&windowstate=normal&mode=view&ACTION_NEWS=DETAIL

[10]Emergenza Xylella portale gestione agricola Regione Puglia
http://www.emergenzaxylella.it/portal/portale_gestione_agricoltura

[5]DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE del 13 febbraio 2014 relativa alle misure per impedire la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32014D0087

[8]Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 26 settembre 2014 Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di Xylella fastidiosa
http://www.emergenzaxylella.it/portal/portale_gestione_agricoltura/Documenti/normNazionale/PortalXylellaNormativaNazionaleIstanceWindow?IDNEWS=30&action=e&windowstate=normal&mode=view&ACTION_NEWS=DETAIL

[7]Misure di controllo della Commissione Europea per Specie, Xylella Fastidiosa
https://ec.europa.eu/food/plant/plant_health_biosecurity/legislation/emergency_measures/xylella-fastidiosa-ita_en

[16]Piano degli interventi per fronteggiare il rischio fitosanitario connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa (Well e Raju) nel territorio della regione Puglia
http://cartografia.sit.puglia.it/doc/Piano_operativo_Xylella_approvato%2018_03_2015.pdf

[22]DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2015/789 DELLA COMMISSIONE del 18 maggio 2015 relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa (Wells et al.)
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015D0789&from=IT

[25]Sentenza nella causa C-443/18 Commissione/Italia (batterio Xylella fastidiosa)
https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2019-09/cp190106it.pdf

Bibliografia di libri pubblicati, articoli universitari, film o documentari pubblicati

[12]Atti del convegno ISDE Lecce: “Xylella, pesticidi. Rischi sanitari”,Lecce, 9 luglio 2018
https://www.isde.it/wp-content/uploads/2019/06/Atti-Convegno-ISDE-Lecce-09.07.2018-relazione-del-prof.-Pietro-Perrino.pdf

[2] IL PAESAGGIO AGRARIO DEGLI OLIVETI MONUMENTALI DELL’ALTO SALENTO Piana degli oliveti secolari ricadente nei territori comunali di Monopoli, Fasano,Ostuni e Carovigno in provincia di Brindisi, Paesaggi Agrari 2011, Italia Nostra
http://www.italianostra.org/wp-content/uploads/MESSAPIA-OSTUNI.pdf

[13]C. Xiloyannis, E. Lardo,A. Sofo, A.M. Palese, Contro Xylella su olivo le buone pratiche agronomiche, Edizioni L'Informatore Agrario, 2015
http://oldwww.unibas.it/utenti/sofo/2015%20-%20Xiloyannis%20et%20al%20-%20Info%20agrario%20Xylella.pdf

[20]Xylella fastidiosa e complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO): lo stato dell’arte e strategie di difesa, Marina Barba, CRA- Centro di Ricerca per la Patologia Vegetale, ROMA, 24 giugno 2015
http://www.agroambientelazio.it/public/doc_file/201506241512400.pdf

[26]Relazione del dott. Agostino Di Ciaula: “Possibili rischi sanitari del Decreto Martina”Lecce 9 luglio 2018
https://www.isde.it/wp-content/uploads/2019/06/Atti-Convegno-ISDE-Lecce-09.07.2018-Xylella-pesticidi.-Rischi-sanitari-relazione-del-dott.-Agostino-Di-Ciaula.pdf

[21]Comunicato EFSA su Xylella Fastidiosa
https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/xylella-fastidiosa

Links web ad articoli giornalistici, blogs, ecc.

[27]Xylella padrona, gli ulivi muoiono Il Salento abbandonato a se stesso, Nuovo Quotidiano di Puglia, 10 settembre 2017
https://www.quotidianodipuglia.it/regione/xylella_padrona_gli_ulivi_muoiono_il_salento_abbandonato_a_se_stesso-3231220.html

[3]Xylella Fastidiosa: smentita della Dottoressa Barba, i like puglia, 2 aprile 2015
https://www.ilikepuglia.it/notizie/ambiente/bari/02/04/2015/xylella-fastidiosa-smentita-della-dottoressa-barba.html

[15]Chiara Spagnolo, Xylella, nel Brindisino la protesta dei manifestanti blocca il taglio degli ulivi, La Repubblica, 17 ottobre 2015
https://bari.repubblica.it/cronaca/2015/10/17/foto/xylella-125275428/#3

[11] Sito Web Spazi Popolari
http://spazipopolari.blogspot.com/

[14]Alexik, Curare gli ulivi come forma di resistenza, Comune Info, 25 ottobre 2018
https://comune-info.net/curare-gli-ulivi-come-forma-di-resistenza/

[17]Ansa, Xylella: proteste, bloccati tagli ulivi, 17 ottobre 2015
https://www.ansa.it/puglia/notizie/2015/10/17/xylella-proteste-bloccati-tagli-ulivi_54b64c08-c32b-4137-aab6-16bbe2d4568a.html

[18]Decreto Xylella, il mondo del biologico chiede un incontro col ministro Centinaio per modifiche al testo, ISDE, 12 aprile 2019
https://www.isde.it/decreto-xylella-il-mondo-del-biologico-chiede-un-incontro-col-ministro-centinaio-per-modifiche-al-testo/

[19]«Affaire xylella: basta speculazioni»: manifestazione di protesta il 14 giugno, Terra Nuova, 10 giugno 2019
https://www.terranuova.it/News/Agricoltura/Affaire-xylella-basta-speculazioni-manifestazione-di-protesta-il-14-giugno

[23]Aggiornamento su Xylella: ancora nessuna cura, essenziali le misure di controllo, EFSA, 15 maggio 2019
http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/190515-0

[24] Xylella, la condanna Ue: non attuate le misure contro il batterio. «Danni per 1,2 miliardi», La Gazzetta del Mezzogiorno, 5 settembre 2019
https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1170317/xylella-la-condanna-ue-non-attuate-le-misure-contro-il-batterio-danni-per-1-2-miliardi.html

Meta informazioni

Collaboratore:Ivano Gioffreda, Associazione Spazio Popolare; Rebecca Silvagni CDCA; Lorenzo Mele
Ultima modifica28/09/2020

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Manifestazione

 

Alberi contaminati da Xylella

 

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