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La Ferriera di Servola


Descrizione:

La Ferriera di Servola costruita nel 1896, dopo diversi passaggi di proprietà avvenuti nella prima metà degli anni ‘90, è passata sotto il controllo del Gruppo Lucchini dal 1995[1].

La mobilitazione è nata negli anni ‘90, quando un gruppo di dipendenti e di tecnici della Ferriera ha deciso di dar vita al comitato “Servola Respira”, sostenuto dal 1998 dal Circolo Miani, che ha permesso di portare in piazza il problema della Ferriera, finora poco conosciuto dai Triestini. Dalla fine degli anni ‘90, i comitati hanno organizzato cortei, dimostrazioni dinanzi la Regione e assemblee per porre l’attenzione sulla qualità dell'area intorno alla ferriera[2][3].

Nel 2005, come riportato da numerose testate giornalistiche locali e dal sito di Legambiente Trieste, la società russa Severstal ha acquistato il 70% della Lucchini S.p.a. e ad un anno di distanza il complesso industriale triestino è stato più volte interessato da contestazioni e segni di malcontento a causa della sua scarsa sicurezza ambientale[4]. Sul finire del 2007 la ferriera è stata oggetto di accese proteste e di dimostrazioni di contrarietà soprattutto da parte della popolazione locale sia per il suo accertato e perdurante pericolo per l'ambiente ma ancor di più per il sospetto di una presunta nocività per la salute pubblica a causa della vetustà degli impianti di produzione e abbattimento di fumi e polveri, e la conseguente non regolare conduzione degli stessi. Ad ottobre per mezzo di uno studio commissionato dalla magistratura al Centro interdipartimentale di gestione e recupero ambientale - CIGRA dell'università degli studi di Trieste, si è evinto che i livelli di polveri sottili emessi dagli impianti sono di molto superiori ai limiti di legge, soprattutto riguardo alla presenza del benzoapyrene che avrebbe raggiunto picchi di 90 nanogrammi per metro cubo, mentre il limite è di 1 nanogrammo per metro cubo [5]. Il 3 luglio 2007 viene organizzata una manifestazione dal comitato Servola Respira, e porta numerosi abitanti di Servola in Piazza dell'unità. Il movimento di opposizione all'inquinamento della Ferriera ha ottenuto maggior seguito tra i triestini e maggior attenzione su scala nazionale[6]. Il 5 Giugno 2008 ha preso parte all’opposizione della società civile un gruppo di cittadini fondando il Comitato “No Smog”[7]. 

Nel corso degli anni l’attività dei movimenti si è intensificata tramite l’organizzazione di eventi pubblici volti ad informare la cittadinanza su diversi studi inerenti l’inquinamento della Ferriera. Nel 2014 inoltre entra in gioco un nuovo proprietario dell’impianto, il Gruppo Arvedi di Cremona, la società cessionaria si è impegnata, con l’acquisto di “Servola”, a sottoscrivere l’Accordo di programma per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale dell’area di crisi industriale complessa di Trieste”, stipulato il 30.1.2014.Ad oggi la Ferriera è ancora di proprietà del gruppo Arvedi[8].

La Regione Friuli Venezia Giulia ha rilasciato l'AIA (autorizzazione integrata ambientale) alla società siderurgica triestina per 10 anni il 4 dicembre 2015, il giorno successivo un gruppo di cittadini si è riunito e ha costituito il Comitato 5 Dicembre Salute Giustizia Lavoro, che ha organizzato una delle manifestazione più importante il 31 gennaio 2016 [9][10] e ha portato 8000 persone in piazza per ricordare che la salute viene prima del lavoro e che l'area a caldo della ferriera dovrebbe essere chiusa[11].

Dal 2018, i movimenti  e comitati contro la Ferriera si sono riuniti in un gruppo, il Coordinamento Ferriera, con associazione come No Smog, WWF, Comitato 5 dicembre, Legambiente e altri, in seguito alle prese di distanze assunte dai rappresentanti politici del Comune e della Regione [12]. Lo scopo principale è rimasto la chiusura dell'area a caldo ma anche il coinvolgimento dei cittadini a prendere parte a studi epidemiologici. Da aprile 2017 il circolo Miani e Servola Respira sono stati invitati a collaborare con la direzione della Ferriera[13], visitando l'impianto una volta a settimana, con lo scopo di aiutare e consigliare migliorie da apportare agli impianti[14]: una scelta non condivisa tuttavia da tutti gli attivisti dei diversi comitati presenti.  

Il 27 marzo 2020 è avviato il processo di spegnimento dell’area a caldo della Ferriera, a renderlo noto è stato l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro e assicura che l’Arpa Fvg seguirà tutte le fasi del processo per assicurare un costante presidio ambientale durante le operazioni di spegnimento dell'area a caldo. Inoltre l’azienda ha messo a disposizione online, sul proprio sito, le informazioni, i dati, le immagini e i filmati per documentare l'evento[15][16].

Informazioni di base

Nome del conflittoLa Ferriera di Servola
NazioneItalia
Città e regioneServola, Trieste
Localizzazione del conflittoTrieste
Accuratezza della localizzazioneAlta (livello locale)

Causa del conflitto:

Tipo di conflitto. Primo livelloIndustria/Manifattura/Installazioni militari
Tipo di confitto. Secondo livelloSiderurgia e e lavorazione di metalli
RisorseMinerali ferrosi

Dettagli del progetto e attori coinvolti

Dettagli del progetto

Lo stabilimento siderurgico di Trieste, fondato nel 1896 per la produzione di ghisa e ferroleghe, è ubicato ai piedi della collina di Servola, sul tratto di costa compreso tra il deposito petrolifero ex-Esso (ad Est) e lo scalo legnami del Porto di Trieste (ad Ovest), per un perimetro verso terra di oltre due chilometri e per una superficie occupata di 560.000 m2. A ridosso della Ferriera partendo da Est erano già presenti complessi abitativi nei rioni di Valmaura (complesso Iacp) e Servola. Lo Stabilimento è situato in un contesto urbano densamente abitato (quartieri di Servola, Valmaura, Chiarbola e San Pantaleone) in cui risiedono decine di migliaia di cittadini con edifici abitati collocati anche a meno di 100 metri dagli impianti produttivi. Nel 1961 avvenne la fusione tra Ilva e Cornigliano, nasce l’Italsider. Nel 1992 a seguito del fallimento, subentrò una gestione commissariale e gli impianti vennero gradualmente fermati, ad eccezione della cokeria. Nel 1995 il Gruppo Lucchini riavviò gradualmente gli impianti produttivi. Nel Febbraio del 2005 il gruppo russo Severstal ha acquisito il 62% della Lucchini, arrivando successivamente al 70%. Lo stabilimento si è occupato della produzione di ghisa con un unico altoforno in attività e coke metallurgico che viene collocato per circa la metà sul mercato. I gas di risulta di cokeria e altoforno sono venduti alla vicina centrale termoelettrica[17].

Nel 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato il Commissario delle imprese del gruppo Lucchini in amministrazione straordinaria a stipulare con il gruppo Arvedi il preliminare di vendita relativo al complesso aziendale Lucchini di Trieste[18].

La società cessionaria si è impegnata, con l’acquisto di “Servola”, a sottoscrivere l’Accordo di programma per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale dell’area di crisi industriale complessa di Trieste”, stipulato il 30.1.2014.Ad oggi la Ferriera è ancora di proprietà del gruppo Arvedi[8].

E’ stato da poco avviato un tavolo presso il MiSE sulla Ferriera del gruppo Arvedi, per discutere del percorso da seguire per riconvertire il sito siderurgico salvaguardando l'occupazione dei lavoratori e tutelando il territorio. Al primo incontro hanno preso parte i rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, la Regione Friuli-Venezia Giulia, il Comune e l'Autorità portuale di Trieste, l'azienda e i sindacati.

Nel corso della riunione l’azienda ha evidenziato come siano già state individuate le risorse previste nel piano industriale, necessarie per realizzare i quattro piani operativi tesi a smantellare e mettere in sicurezza l’area a caldo, potenziare l’area a freddo e le attività logistiche. L’azienda inoltre ha assicurato che verrà garantita la ricollocazione ai circa 70 lavoratori con contratto a termine presso altre realtà aziendali locali. Il Ministro Patuanelli ha sottolineato come nella la produzione siderurgica è diventato ormai imprescindibile tenere conto della tutela ambientale e dello sviluppo dei territori dove sono presenti questo tipo di produzioni. Uno sviluppo che deve riguardare l’intero tessuto produttivo della città di Trieste, valorizzandone tutte le realtà economiche locali e creando nuove opportunità di investimento e occupazione.Il confronto tra le parti presenti al tavolo proseguirà sia in sede ministeriale che in sede locale [19].

Il 27 marzo 2020 è avviato il processo di spegnimento dell’area a caldo della Ferriera, a renderlo noto è stato l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro e assicura che l’Arpa Fvg seguirà tutte le fasi del processo per assicurare un costante presidio ambientale durante le operazioni di spegnimento dell'area a caldo. Inoltre l’azienda ha messo a disposizione online, sul proprio sito, le informazioni, i dati, le immagini e i filmati per documentare l'evento [15].

Area del progetto56 ha
Livello degli investimenti:L’impianto produttivo ricade all’interno dell’area industriale di Servola, rione di Trieste, inserita dal 2003 all’interno del perimetro del “Sito di Interesse Nazionale” di Trieste. Acciaieria Arvedi, nell’ambito di un Accordo di Programma sottoscritto con le autorità competenti ai sensi dell’art. 252 bis del D.lgs. 152/06, si è impegnata nell’attuazione di numerosi interventi di messa in sicurezza ambientale, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area di Servola, con un investimento di oltre 180 milioni di Euro [8]
Tipo di popolazioneUrbana
Popolazione impattata:Cittadini delle città di Trieste 203.232; Duino-Aurisina 8398; Erpelle-Cosina (SLO) 4256; Monrupino 850; Muggia 12966; San Dorligo della Valle 5703; Sezana (SLO) 13276; Sgonico 2027.
Data di inizio del conflitto:01/01/1998
Imprese coinvolte (private o pubbliche)Lucchini S.p.A.
Gruppo Arvedi S.p.a. from Italy
Attori governativi rilevanti:Governo italiano, Ministero dell'Ambiente, Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, ARPA (Agenzia regionale per la Protezione dell'ambiente), Comune di Trieste
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:Circolo Miani http://www.circolomiani.it/index.php
Comitato 5 Dicembre https://comitato5dicembre.wordpress.com/
FareAmbiente https://www.facebook.com/fareambiente.trieste/
No Smog Trieste
No Ferriera, Sì Trieste https://www.facebook.com/pages/category/Political-Organization/NO-Ferriera-SI-Trieste-457357531125229/
Legambiente Trieste https://www.legambientetrieste.it/
WWF http://wwftrieste.altervista.org/index.shtml

Conflitto e mobilitazione

Intensità del conflittoBassa (attività modesta di organizzazioni locali con scarsa capacità di mobilitazione)
Temporalità del conflittoIn reazione all'implementazione del progetto
Gruppi mobilitati:Lavoratori industriali
Organizzazioni sociali internazionali
Organizzazioni sociali locali
Governi locali/partiti politici
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Sindacati
Forme di mobilitazione:Lavoro di rete/azioni collettive
Sviluppo di proposte alternative
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Lettere e petizioni di reclamo
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
Proteste di strade/manfestazioni

Impatti del progetto

Impatti ambientaliPotenziale: Inquinamento atmosferico, Perdita di biodiversità, Contaminazione genetica, Riscaldamento globale, Degradazione paesaggistica, Fuoriuscite di contaminanti
Altro (specificare sotto)La ferriera situata in un quartiere densamente popolato della città di Trieste, è sorta in prossimità di numerose abitazioni, una scuola elementare, un asilo, e un ospedale infantile. Uno studio realizzato dall'Osservatorio Ambiente e Salute del Friuli Venezia Giulia ha effettuato un’indagine tra cittadini che hanno sviluppato masse cancerogene tra il 1995 e il 2009 e in base alla distanza dallo stabilimento è emerso che esiste un aumento del rischio del cancro al polmone e dei carcinomi squamocellulari negli uomini entro 800m della Ferriera [20].
Il progetto S.E.N.T.I.E.R.I., finanziato dal ministero della Sanità, ha analizzato la mortalità degli abitanti di zone nei pressi di Siti di Interesse Nationale e ha concluso che nel triestino il numero di decessi legati all'inquinamento degli impianti dal 1995 al 2002 è stato pari a 1959 cittadini. Lo studio ha analizzato i dati relativi agli abitanti del SIN di Trieste che comprende l’intera area della città. La prima analisi è stata effettuata relativamente al tasso di mortalità e alle cause che l’hanno provocata.In entrambi i generi è stato riscontrato un eccesso nella mortalità per malattie circolatorie, respiratorie e digerenti. Si sono osservati eccessi nelle donne per tutti i tumori e negli uomini per malattie urinarie. Le cause con evidenza di associazione Sufficiente o Limitata con le esposizioni ambientali presenti nel sito, hanno mostrato in uomini e donne un difetto per il tumore maligno dello stomaco, eccessi per i tumori del colon retto, per malattie respiratorie e respiratorie acute. Negli uomini è presente un eccesso per il mesotelioma della pleura. Alcuni degli eccessi osservati nella mortalità e nei ricoveri ospedalieri hanno confermato -nell’ultimo rapporto dello studio a giugno 2019- di essere correlati a cause associate all’inquinamento atmosferico dovuto alla presenza di impianti siderurgici: mortalità generale, per malattie del sistema circolatorio, respiratorie, tumore polmonare (eccesso nei ricoveri per le sole donne), ricoveri per le malattie respiratorie cronico-ostruttive, e per le malattie ischemiche del cuore [21]
[22].
Impatti sulla saluteVisibile: Altre malattie legate alla contaminazione ambientale
Altro (specificare)Nel 2014 l’Osservatorio ambiente e salute del Friuli Venezia Giulia ha effettuato uno studio sull’incidenza di tumori nei residenti delle aree limitrofe alla Ferriera di Servola, rione triestino. Tramite simulazioni numeriche delle emissioni associate alla Ferriera, sono state individuate quattro aree con una differente variabilità spaziale di ricaduta al suolo degli inquinanti emessi: la prima nell’area entro 800 m dalla cokeria, la seconda nell'area urbana; la terza nell’area residenziale e rurale, definita “Carso”; la quarta nell’area del comune di Muggia. Le analisi per rilevare l’incidenza dei tumori sono state effettuate su tutti i cittadini della provincia di Trieste ed in particolare sugli abitanti dei comuni di Trieste e Muggia dal 1993 al 2010. I risultati dello studio mostrano rispettivamente una frequenza superiore del 5% rispetto alle altre province del Friuli Venezia Giulia e una frequenza inferiore del 10% rispetto alle altre regioni del Nord Est italiano.
I residenti entro 800 mt dalla Ferriera, rispetto ai residenti nell’area urbana di Trieste, presentano:
- nessun aumento di rischio per le donne, 24 casi osservati contro i 23 attesi in base ai tassi di incidenza dell’area urbana;
- un moderato ma statisticamente non significativo eccesso di rischio per gli uomini, 68 casi osservati contro 54 attesi in base ai tassi di incidenza dell’area urbana.
Questi nuovi risultati preliminari riguardanti uomini e donne residenti a Trieste e sembrano confermare quanto già osservato all’inizio degli anni 90 nei maschi: un aumento del rischio di tumore del polmone complessivo negli abitanti della zona urbana e industriale di Trieste, senza che questo aumento sia ristretto ai residenti entro 800 metri dalla Ferriera di Servola [23]

Il progetto S.E.N.T.I.E.R.I., finanziato dal ministero della Sanità, ha analizzato la mortalità degli abitanti di zone nei pressi di Siti di Interesse Nationale e ha concluso che nel triestino il numero di decessi legati all'inquinamento degli impianti dal 1995 al 2002 è stato pari a 1959 cittadini. Lo studio ha analizzato i dati relativi agli abitanti del SIN di Trieste che comprende l’intera area della città. La prima analisi è stata effettuata relativamente al tasso di mortalità e alle cause che l’hanno provocata.In entrambi i generi è stato riscontrato un eccesso nella mortalità per malattie circolatorie, respiratorie e digerenti. Si sono osservati eccessi nelle donne per tutti i tumori e negli uomini per malattie urinarie. Le cause con evidenza di associazione Sufficiente o Limitata con le esposizioni ambientali presenti nel sito, hanno mostrato in uomini e donne un difetto per il tumore maligno dello stomaco, eccessi per i tumori del colon retto, per malattie respiratorie e respiratorie acute. Negli uomini è presente un eccesso per il mesotelioma della pleura. Alcuni degli eccessi osservati nella mortalità e nei ricoveri ospedalieri hanno confermato -nell’ultimo rapporto dello studio a giugno 2019- di essere correlati a cause associate all’inquinamento atmosferico dovuto alla presenza di impianti siderurgici: mortalità generale, per malattie del sistema circolatorio, respiratorie, tumore polmonare (eccesso nei ricoveri per le sole donne), ricoveri per le malattie respiratorie cronico-ostruttive, e per le malattie ischemiche del cuore [21]
[22].

Risultati

Status attuale del progettoOperativo
Risultato del conflitto/risposta:Negoziazione in corso
Sviluppo di proposte alternative:Nel 2003 è nato il Forum Ferriera, frutto dell’unione di diverse associazioni ambientaliste, comitati, organizzazioni sindacali e alcune sezioni di partiti politici locali. Il Forum è divenuto luogo di dibattito e di confronto dei diversi portatori d’interesse e in particolare Legambiente ha organizzato pubbliche discussioni sul tema “Ferriera sì, Ferriera no”. Secondo il protocollo d’intesa firmato nel gennaio 2003 tra Stato, Enti locali, Autorità portuale, Assindustria e Lucchini lo stabilimento doveva chiudere nel 2009 In questa prospettiva nel maggio del 2002 è uscito lo Studio di identificazione di possibili ipotesi di sviluppo dell’area industriale di Servola finanziato dalla Regione. È il primo documento ufficiale che ha individuato nella chiusura dell’impianto siderurgico la soluzione ai problemi ambientali, ma entra anche nel merito del post chiusura, con un calendario di interventi che si dovevano concludere nel 2010 con la cessazione totale dell’attività siderurgica con smontaggio/vendita impianti, bonifica terreni, riqualificazione e valorizzazione delle aree e la ricollocazione del personale. Le nuove prospettive del mercato dell’acciaio con l’arrivo di Severstal hanno portato a spostare la chiusura dell’azienda al 2015. Dal documento dell’ottobre del 2005, che ha presentato il piano industriale della Lucchini-Severstal, si coglieva la volontà di risolvere in modo definitivo le principali problematiche ambientali, sociali e occupazionali ancora aperte e ridefinire un nuovo “patto sociale” con i principali stakeholder.Gli investimenti in campo ambientale non sono stati messi in atto e l’associazione ha ribadito più volte che, al di là della dismissione dell’impianto bisognava immaginare un futuro per i lavoratori e l’indotto. Queste sono state le proposte avanzate già nel 2004 durante il convegno “Industria, ambiente, innovazione nel futuro europeo di Trieste”, organizzato da Legambiente Trieste insieme alla Cgil provinciale, ribadite nel 2008 con il “Convegno Industria, ambiente, innovazione atto terzo” organizzato dal circolo locale, con la partecipazione delle autorità locali, dei sindacati, dei partiti, delle associazioni e dei comitati triestini[17].
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:Incerto

Fonti e materiali

Leggi e normative correlate - fonti legislative e testi giuridici

[5]Testo interrogazione commissione parlamentare su riconversione Ferriera
https://parlamento16.openpolis.it/atto/documento/id/67026

[8]Bilancio 2019 Gruppo Arvedi
https://www.arvedi.it/fileadmin/user_upload/acciaieria/BILANCIO_INTERNO_2019.pdf

[11]Rinnovo AIA Ferriera
http://cdca.it/wp-content/uploads/2020/04/decreto_e_allgati_siderurgica_t.zip

Bibliografia di libri pubblicati, articoli universitari, film o documentari pubblicati

[17]Dossier Mal'Aria IndustrialeIl libro bianco sull’inquinamento atmosferico dalle attività produttive in Italia , Legambiente, 17 gennaio 2009
https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/Dossier_malaria_0000001205.pdf

[17]Dossier Mal'Aria, Legambiente, 17 gennaio 2009
https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/Dossier_malaria_0000001205.pdf

[20] Ettore Bidoli, Fabio Barbone, Paolo Collarile, Francesca Valent, Loris Zanier, Fulvo Daris, Diego Serraino, Incidenza del tumore al polmone

nel comune di Trieste in base alla distanza residenziale dallo stabilimento siderurgico “Ferriera di Servola”1995-2009, Associazione Italiana di Epidemiologia, 2014
http://www.epidemiologia.it/wp-content/uploads/2015/04/5_BIDOLI.pdf

[21]Quinto Rapporto studio S.E.N.T.I.E.R.I. 2019
http://www.epiprev.it/materiali/2019/EP2-3_Suppl1/SENTIERI_FullText.pdf

[21]Quinto Rapporto studio S.E.N.T.I.E.R.I.
http://www.epiprev.it/materiali/2019/EP2-3_Suppl1/SENTIERI_FullText.pdf

[23]Fulvio Daris, Studio sulla salute intorno alla Ferriera di Trieste, ARPA FVG, EcoScienza, 2014
https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/ecoscienza/ecoscienza2014_1/daris_ecoscienza_2014_1.pdf

[22]Roberta Pirastu, Pietro Comba, Susanna Conti, Ivano Iavarone, Lucia Fazzo, Roberto Pasetto, Amerigo Zona, Emanuele Crocetti, Paolo Ricci & Gruppo di lavoro SENTIERI -mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri nei Siti di Interesse Nazionale per le bonificheSENTIERI - Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento: MORTALITÀ, INCIDENZA ONCOLOGICA E RICOVERI OSPEDALIERI, 2014
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2147_allegato.pdf

Links web ad articoli giornalistici, blogs, ecc.

[7]Rassegna stampa Legambiente Trieste 2008
http://www.legambientetrieste.it/RassegnaStampa2008LugDic.htm#ILPICCOLO2008nov8Ferriera

[1]Memorialavoro, progetto dell'Istituto Livio Saranz "Ferriera di Servola"
http://www.memorialavoro.it/download/ferriera.pdf

[4]Rassegna Stampa Legambiente Trieste 2006
http://www.legambientetrieste.it/RassegnaStampa2006.htm

[1]Storia della Ferriera
http://www.memorialavoro.it/download/ferriera.pdf

[7]Rassegna stampa Legambiente 2008
http://www.legambientetrieste.it/RassegnaStampa2008LugDic.htm#ILPICCOLO2008nov8Ferriera

[12]Giovanni Tomasin, Nasce il coordinamento delle sigle “no Ferriera” Il portavoce è Battista, Il Piccolo, 28 marzo 2018
https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2018/03/29/news/nasce-il-coordinamento-delle-sigle-no-ferriera-il-portavoce-e-battista-1.16652620

[15]Comunicato stampa Regione Friuli Venezia Giulia 27 marzo 2020
http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act;jsessionid=0B2E849363C0A6230979831766425D09?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/&id=109880&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa

[16]Comunicato stampa ARPA FVG, Fermata altoforno e agglomerato Ferriera, 02/04/2020
http://www.arpa.fvg.it/cms/hp/primopiano/Fermata-altoforno-e-agglomerato-Ferriera.html

[19]Comunicato stampa Ministero dello sviluppo economico, Al MiSE il tavolo sulla Ferriera di Servola a Trieste, 20 novembre 2019
https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2040502-al-mise-il-tavolo-sulla-ferriera-di-servola-a-trieste

Media correlati - links a video, campagne, social networks

[6]FERRIERA DI TRIESTE: MANIFESTAZIONE DI PROTESTA, 23 ottobre 2007
https://www.youtube.com/watch?v=zlRIGOkyhsc

[3]Ferriera di Servola - manifestazione sotto gli uffici della Regione in via Giulia a Trieste, 15 giugno 2010
https://www.youtube.com/watch?v=wi3V9n6TFuo

Meta informazioni

Collaboratore:Camille Hubert Bonasera(CDCA); Alfredo Rabassini (CDCA); Comitato 5 Settembre; Circolo Miani; Rebecca Silvagni (CDCA)
Ultima modifica09/04/2020

Images

 

Ferriera di Servola

 

Manifestazione 31 gennaio 2016

 

Circolo Legambiente Trieste durante una manifestazione