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Raffineria ENI di Taranto


Descrizione:

La Raffineria di Taranto è stata costruita nel 1964 insieme al parco Serbatoi e ad altri impianti che poi sono diventati il polo industriale dell’area jonica [1]. La gestione Shell prosegue fino al 1975, quando la Raffineria passa sotto il controllo nazionale dell'Eni [1]. La Legge 426/1998 “Nuovi interventi in campo ambientale” ha individuato tra i siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) quello di Taranto per l’insostenibile inquinamento dell’area e l’elevata compromissione delle diverse matrici ambientali e conseguente pericolo per la salute della collettività [2][3]. Nel 2000 un Decreto del Ministero dell’Ambiente ha perimetrato il sito di Taranto tra i due Comuni Taranto e Statte (censimento della popolazione del 2001: 216.618) [4]. La Regione Puglia ha in seguito approvato, nel 2008, la legge regionale n. 44 del 19 dicembre 2008 “Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani” [5] e nel 2010, a livello nazionale, è stato presentato il Dlgs 155/2010 volto al contenimento dei livelli di benzo(a)pirene [6]. Nel 2012 la Giunta Regionale con DGR 1980/2012 ha adottato il Piano Straordinario Salute Ambiente per la provincia di Taranto stanziando 8 mln di euro [7]. Nel 2007 Eni ha presentato il progetto «Taranto Plus» per ottenere la VIA per l’ampliamento della capacità di lavorazione da 6,5 a 11 milioni di tonnellate l’anno ma l’autorizzazione è stata negata a causa delle criticità ambientali dell’area di Taranto [8][9]. Nonostante ciò successivamente è stato presentato il progetto Tempa Rossa, riguardante lo stoccaggio e lo spostamento del greggio proveniente dalla Basilicata presso la raffineria Eni e il porto di Taranto. Il progetto Tempa Rossa è stato definitivamente approvato dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) nel 2012 [10]. Nel 2010 è nato il primo movimento cittadino di opposizione, “Taranto Libera”, votato alla chiusura delle grandi imprese inquinanti e alla promozione di uno sviluppo economico alternativo per la città di Taranto con l’obiettivo primario della sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo la riconversione industriale. Nel marzo 2011 il movimento è diventato il Comitato Legamjonici, allargando l’area d’ influenza per la tutela dell’ambiente e della salute a tutti i cittadini dell’area jonica. Il Comitato ha continuato la sua opera a sostegno delle mappe epidemiologiche nella convinzione che la tutela della salute abbia inizio con la raccolta dei dati relativi agli effetti dell’inquinamento sulla salute umana basandosi sul principio della massima precauzione e della prevenzione primaria. Il Comitato ha cooperato con collaboratori tecnico-scientifici, sociali e sanitari, con il fine di un azione diretta sul territorio volta a sensibilizzare mediante assemblee pubbliche la cittadinanza e l’opinione pubblica. A questo proposito è nato un comitato collaterale specifico “Taranto Lider” (Libere Iniziative per la Diversificazione Economica e la Riconversione). Contro il progetto Tempa Rossa il Comitato Legamjonici, in collaborazione con Greenaction International, ha fatto denuncia presso il Parlamento Europeo per la violazione del D.Lgs.334/1999 relativo alla direttiva Seveso (96/82/CE) [11] “relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”, e ha chiesto la revoca del decreto di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente. A seguito di questa petizione (n.1107/2011), il Parlamento Europeo ha avviato un’inchiesta chiedendo alla Commissione Europea lo svolgimento di un’indagine preliminare [12]. Nel gennaio 2013 il Parlamento Europeo ha discusso la petizione alla presenza della rappresentante del Comitato Legamjonici e ha deciso di proseguire con una indagine più approfondita in seguito alle informazioni acquisite [13]. Nel febbraio 2013, è stato depositato presso il comune di Taranto il rapporto preliminare di sicurezza per l’ottenimento del N.O.F. (Nulla Osta di Fattibilità) [14]. Il CTR (Comitato Tecnico Regionale), accogliendo le osservazioni del Comitato Legamjonici, ha fissato delle prescrizioni alle quali l’azienda dovrà ottemperare nel Rapporto definitivo di Sicurezza [15]. In particolare riguardano la carenza di sicurezza degli impianti al verificarsi di eventi meteorologici [15]. A marzo 2012 il CIPE ha sbloccato il finanziamento del progetto [16]. Nel gennaio 2015 il Parlamento Europeo, alla luce delle nuove informazioni ricevute dal comitato e confermando l’assenza di un rapporto definitivo di sicurezza, ha deciso di non chiudere l’esame sul progetto ‘Tempa Rossa’ e di continuare le indagini anche sulla raffineria Eni in merito al problema del consistente rilascio di emissioni odorigene segnalate dal comitato Legamjonici [17]. A fine Marzo 2016, poco prima del voto nazionale su referendum su trivellazioni e petrolio, è stata aperta un'inchiesta che vedeva coinvolto il compagno dell'allora ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi in quanto "soggetto intraprendente, interessato alle opportunità derivanti da Tempa Rossa" [18]. La conseguenza sono state le dimissioni della Guidi visto che il nome del ministro dello Sviluppo economico compariva più volte nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di sei dipendenti del centro Eni di Viggiano (Potenza) per traffico e smaltimento di rifiuti. Il suo compagno Gianluca Gemelli, titolare della società I.T.S e della Ponterosso Engeneering, indagato nell’inchiesta, è stato uno dei più colpiti visto che, secondo le accuse, era riuscito a ottenere un emendamento favorevole prima bocciato nello Sblocca Italia e poi riemerso nella Legge di stabilità [19]. Ad un anno dall’inchiesta però, nel Gennaio del 2017, la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine [20]. Nell’Aprile 2017 un incendio ha colpito la raffineria tarantina [21]. Ad oggi (Settembre 2017) sul versante tarantino del Progetto Tempa Rossa il progetto è fermo a causa della Direttiva Seveso: è infatti previsto che il gestore presenti il rapporto di sicurezza almeno 6 mesi prima dell'avvio dei lavori ma non è ancora stato fatto [22]. Ad ogni modo ad Agosto del 2017 la Total ha proposto una soluzione B alternativa a Taranto: è stata avviata la procedutra di assoggetibilità ambientale per la Raffineria di Roma in sostituzione di quella tarantina [22][23]. Vedi Scheda sull'Atlante su Tempa Rossa in Basilicata per approfondire la questione [24].

Informazioni di base

Nome del conflittoRaffineria ENI di Taranto
NazioneItalia
Stato o provincia, Puglia
Localizzazione del conflittoTaranto
Accuratezza della localizzazioneBassa (livello nazionale)

Causa del conflitto:

Tipo di conflitto. Primo livelloEnergia (fossile, rinnovabile e giustizia climatica)
Tipo di confitto. Secondo livelloInquinamento legato al trasporto (sversamento, polveri, emissioni)
Raffinazione gas e petrolio
RisorseGas naturale
Petrolio

Dettagli del progetto e attori coinvolti

Dettagli del progetto

La Raffineria Eni di Taranto inizialmente sotto gestione Shell (fino al 1975) è passata poi sotto il controllo nazionale dell’ENI controllata da Agip Petroli e da Snam [1]. Nel 2007 per la Centrale Termoelettrica di Taranto e la Raffineria Eni sono nominati due Responsabili di Stabilimento diversi [1] mentre nel 2013 si ha una scissione parziale del ramo d’azienda di cui fa parte la Centrale Termoelettrica della Raffineria di Taranto di Enipower SpA a favore di Eni R&M SpA [25].

“Con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 120 mila barili/giorno e un indice di conversione del 72%, è in grado di lavorare un’ampia varietà di greggi e di semilavorati. Lavora la maggior parte del greggio prodotto da Eni nei giacimenti della Val d’Agri, trasportato a Taranto attraverso l’oleodotto Monte Alpi (nel 2013 ne sono state lavorate 2,87 milioni di tonnellate). La possibilità di effettuare lavorazioni complesse è garantita dalla presenza di un’unità di conversione di residui (RHU) – integrato con un Hydrocracking e da un unità di conversione termica a due stadi (visbreaking/ thermal cracking)” [26].

Nel 2013 sono stati raffinati 2,87 milioni di tonnellate di greggio provenienti dai giacimenti della Basilicata.

Progetti di ampliamento:

❖ progetto “Agip2000” (2000): ampliamento della capacità di stoccaggio degli idrocarburi nel sito di Taranto con la costruzione di 4 nuovi serbatoi, 3 di 123.000 metri cubi ciascuno più uno da 58.000, per un totale di 427.000 metri cubi e il prolungamento del pontile dici a 325 metri. Il Ministero dei Beni culturali e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno espresso parere negativo [8].

❖ progetto “Taranto Plus” (2007): prevedeva un raddoppio della capacità di raffinazione del sito di Taranto da 6.5 a 11 milioni di t/a, con conseguente aumento delle emissioni inquinanti. L'autorizzazione venne negata a causa delle criticità ambientali del sito di Taranto [8].

❖ progetto “Tempa Rossa”: Tempa Rossa è un giacimento petrolifero situato nell'alta valle del Sauro, nel cuore della regione Basilicata. Il progetto prevede la messa in produzione di 8 pozzi; la costruzione di un centro di trattamento oli dove gli idrocarburi estratti, convogliati tramite una rete di condotte interrate (pipeline), verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (grezzo, gas combustibile, zolfo, GPL) e poi, a seconda del prodotto, spediti tramite canalizzazioni interrate; e la costruzione di un centro di stoccaggio GPL (2 serbatoi interrati della capacità totale di 3.000 m³) dotato di 4 punti di carico stradale e la costruzione o modifica di infrastrutture di servizio [27].

Il Progetto Tempa Rossa consiste nello sviluppo dell’omonimo Centro Olio ubicato in Basilicata in località Corleto Perticara (PZ) e di proprietà della J.V. Gorgoglione (Total 50%, Shell 25%, Mitsui 25%), dove il greggio verrà estratto e trattato (progetto oggetto di verifica di compatibilità ambientale Regione Basilicata con esito positivo - Delibera della Giunta Regionale della Basilicata n.622 del 3 Maggio 2006 e successiva Intesa Stato/Regione DGR prot. 316 del 5 Marzo 2007) [27].

A regime l'impianto avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 m³ di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo [27].

Il greggio, che sarà estratto e trattato (2.700.000 t/a), verrà quindi inviato alla Raffineria di Taranto, mediante il già esistente oleodotto Val d’Agri – Taranto di per lo stoccaggio e la spedizione via mare [27].

La raffineria di Taranto sarà interessata da interventi di adeguamento delle strutture per lo stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente dal giacimento denominato "Tempa Rossa". Il progetto prevede la realizzazione di due nuovi serbatoi di stoccaggio di capacità pari a 180.000 metri cubici complessivamente, il prolungamento del pontile esistente, l'integrazione dell'impianto di recupero vapori esistente e la realizzazione di una stazione di pre-raffreddamento del greggio, al fine di raggiungere la capacità di movimentazione greggio pari a 2,7 Mt/a [28].

Area del progetto275 ha
Livello degli investimenti:300.000.000 (Progetto Eni Tempa Rossa)
Tipo di popolazioneSemi-urbana
Popolazione impattata:203.257 abitanti (Comune di Taranto)
Data di inizio del conflitto:01/01/2010
Attori governativi rilevanti:Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica;
Regione Puglia;
Provincia Taranto;
Comune di Taranto.
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:* Comitato Legamjonici -
https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com
* Greenaction Transnational - www.greenaction-transnational.org
* Movimento cittadino “TARANTO LIBERA” -
http://tarantolibera.wordpress.com
* WWF di Taranto
* Legambiente

Conflitto e mobilizzazione

Intensità del conflittoMedia (proteste, mobilitazione visibile)
Temporalità del conflittoResistenza preventiva (fase di precauzione)
Gruppi mobilitati:Organizzazioni sociali locali
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Pastori
Movimenti sociali
Scienziati / professionisti locali
Forme di mobilizzazione:Ricerca partecipativa (es. epidemiologia popolare)
Elaborazione di documenti indipendenti (es. reports, dossier, note informative)
Lavoro di rete/azioni collettive
Sviluppo di proposte alternative
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Media-attivismo
Presentazione osservazioni alla VIA/AIA
Lettere e petizioni di reclamo
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
Proteste di strade/manfestazioni
Petizione al Parlamento Europeo

Impatti del progetto

Impatti ambientaliPotenziale: Inquinamento atmosferico, Incendi, Insicurezza alimentare/danni alle produzioni agricole, Contaminazione genetica, Contaminazione dei suoli, Fuoriuscite di contaminanti, Fuoriuscite di petrolio, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità delle acque, Sversamenti di residui di lavorazione dei minerali, Riscaldamento globale, Degradazione paesaggistica
Altro (specificare sotto)Dati VIII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano (pubblicato nel 2012 dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente costutuito da ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - , ARPA - Agenzie Regionale per la Protezione Ambientale - , APPA - Agenzie Provinciali per la Protezione Ambientale. [6]): benzo(a)pirene 1,8 ng/m³ (su media annuale da rispettare 1,0 ng/m³) - presenza nell’aria di microinquinanti oraganici policlorodibenzodiossine (PCDD), Policlorodibenzofurani (PCDF), Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), Policlorobifenili (PCB).
Impatti sulla salutePotenziale: Incidenti/infortuni, Problemi mentali compresi stress, depressione e suicidi, Malattie professionali e incidenti sul lavoro, Morti, Altre malattie legate alla contaminazione ambientale
Altro (specificare)Altri impatti sanitari/dati a sostegno degli impatti sanitari osservati o potenziali: (specificare)
- Dati relativi allo studio SENTIERI - Studio Epistemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento - 2011 e 2014 [29][30] hanno rilevato un aumento della mortalità causata da tumori e malattie (tumore ai polmoni, alla pleura, malattie acute dell’apparato respiratorio, circolatorio e digerente).
- Secondo lo studio sulle emissioni effettuato dal Comitato scientifico del WWf di Taranto l’esposizione all’idrogeno solforato ha causato nella città “problemi neurologici, affaticamento debolezza, depressione, perdita della memoria, mal di testa, problemi di apprendimento, problemi alla vista, alla circolazione del sangue, svenimento” in aggiunta ad “ aborti spontanei” e “aumento dei danni neurologici”, inoltre “può portare all’instabilità genomica o a mutazioni tipiche dei polipi ademonatosi spesso associati al cancro al colon”[31].
Impatti socio-economiciPotenziale: Mancanza di sicurezza sul lavoro, assenteismo al lavoro, licenziamenti, disoccupazione, Perdita di tradizioni/pratiche/saperi/culture, Violazione dei diritti umani, Deterioramento del paesaggio/perdita del senso del luogo

Risultati

Status attuale del progettoPianificato (decisione di procedere assunta, es. approvazione VIA-AIA)
Risultato del conflitto/risposta:Sentenze sfavorevoli alla giustizia ambientale
Negoziazione in corso
Attacchi violenti ad attivisti
Sviluppo di proposte alternative:I movimenti locali oggi sostengono principalmente la chiusura totale delle grandi industrie inquinanti e la promozione di uno sviluppo economico alternativo e pulito per la propria città. I movimenti propongono un’economia basata sull’ecologia e sull’energia pulita. Si pongono, inoltre, come obiettivo il risveglio di una coscienza civile critica nei confronti della classe politica locale che ha lasciato che Taranto si lasciasse sfuggire occasioni di sviluppo economico ignorando o non impiegando adeguatamente finanziamenti europei per i piani di riconversione. I movimenti sono convinti che l’unico modo per rendere compatibile il sistema industriale con salute, occupazione e ambiente sia l’eliminazione dell’industria pesante attraverso un piano di riconversione serio e responsabile che gli Amministratori locali non sono stati ancora in grado di attuare. L’industria pesante dovrebbe sorgere a decine di chilometri dal centro abitato, per il rispetto del principio fondamentale di precauzione questo è il motivo per cui nessun sistema di abbattimento delle emissioni può essere sufficiente per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Piani di bonifica dovrebbero essere realizzati principalmente come atti indispensabili per la tutela dell’ambiente e della salute.
Comitati: ‘Taranto Libera’, Legamjonici, ‘Taranto Lider’, Movimento Stop Tempa Rossa che ha ottenuto il sostegno di diverse associazioni e cittadini.
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:Incerto
Spiegare brevemente il motivoNonostante il conflitto sia ancora in corso, la mobilitazione dei comitati è riuscita ad ottenere l’attenzione di associazioni ambientaliste, organizzazioni della società civile, delle istituzioni nazionali ed europee.

Fonti e materiali

Leggi e normative correlate - fonti legislative e testi giuridici

[5] Legge regionale n. 44 del 19 dicembre 2008 “Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani”
http://www.regione.puglia.it/web/files/2006-06/leggeindmettallurgica.pdf

Studio di Impatto Ambientale relativo al progetto “Taranto Plus”
www.va.minambiente.it/File/Documento/3965

[2] Legge 9 dicembre 1998, n. 426 "Nuovi interventi in campo ambientale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 291del 14 dicembre 1998
http://www.parlamento.it/parlam/leggi/98426l.htm

[8] Testo Interrogazione a risposta scritta (Atto a cui si riferisce:C.4/07380)
https://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/81893

[6] Dlgs 155/2010 Regione Puglia
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=9155&keysh=benzoapirene

[11] D.Lgs.334/1999
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-08-17;334!vig=

[3] ACCORDO DI COLLABORAZIONE (ex Art. 15 comma 1 L. 241/1990) tra Il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto e l'Azienda Sanitaria Locale
http://www.commissariobonificataranto.it/accordo%20asl.pdf

[4] DECRETO 10 gennaio 2000 Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Taranto
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-02-24&atto.codiceRedazionale=000A1971&elenco30giorni=false

[10] DELIBERAZIONE 23 marzo 2012 Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 443/2001) opere per lo sviluppo del giacimento di idrocarburi denominato «Tempa Rossa» (CUP F75F07000100007) approvazione progetto definitivo e modifica soggetto aggiudicatore. (Deliberazione n. 18/2012). (12A06063)
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/05/26/12A06063/sg

[12] PARLAMENTO EUROPEO 2009 - 2014 Commissione per le petizioni
http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/peti/cm/903/903820/903820it.pdf

[16] MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - Dipartimento per l'energia Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche (GU Parte Seconda n.18 del 12-2-2013)
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/02/12/T13ADC1568/p2

Bibliografia di libri pubblicati, articoli universitari, film o documentari pubblicati

[23] Procedura di Assoggetabilità ambientale presentata dalla Raffineria di Roma S.p.A. nell'Agosto 2018
http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1680/2928?pagina=1#form-cercaDocumentazione

[30] Studio SENTIERI 2011
www.epiprev.it/sites/default/files/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf

[7] Il Centro Salute Ambiente di Taranto
https://www.sanita.puglia.it/documents/890301/895888/Stato+di+avanzamento+delle+attivita+del+CSA+-+Aggiornamento+al+2014+%28CSA_stato_avanzamento_agg_2014.pdf%29/6f489b0e-e0a9-4756-a8c5-255fa5b5b603

ARPA Puglia monitoraggi
(http://www.arpa.puglia.it/web/guest/rete_aria_ILVA) - (http://www.arpa.puglia.it/web/guest/aria_monit )

[1] Dichiarazione Ambientale ENI
https://www.eni.com/docs/it_IT/eni-com/documentazione-archivio/sostenibilita/raffineria-taranto.pdf?lnkfrm=serp

VIII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano
www.isprambiente.gov.it/files/.../VIII_RAPP_AREE_URBANE.pdf

[29] Studio SENTIERI 2014
www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf

[9] Studio di Impatto Ambientale
http://www.va.minambiente.it/File/Documento/3965

[25] Procedure di adeguamento della Raffineria di Taranto | Gennaio 2011
https://legamionicicontroinquinamento.files.wordpress.com/2014/11/tempa_rossa.pdf

[14] Rapporto Preliminare per l'ottenimento del N.O.F.
http://www.provincia.taranto.it/item/raffineria-eni-depositato-il-rapporto-preliminare-di-sicurezza-per-l-ottenimento-del-n-o-f

[26] Report ENI 2013
http://report.eni.com/factbook-2013/it/i-settori/refining-marketing/attivita-raffinazione.html

[27] Progetto Totale Tempa Rossa
http://www.it.total.com/it/pagine/attivita/il-progetto-tempa-rossa

[28] Progetto di scissione parziale di Enipower
https://www.eni.com/docs/it_IT/eni-com/documentazione-archivio/documentazione/corporate-governance/altri-documenti-societari/Progetto_scissione_parziale_Enipower.pdf

[31] Emissioni di idrogeno solforato (H2S) dalla Raffineria Eni di Taranto, Comitato WWF di Taranto, versione in linea
https://www.scribd.com/document/105686809/relazione-idrogeno-solforato

Links web ad articoli giornalistici, blogs, ecc.

[13] Tempa Rossa, se ne occupa il Parlamento Europeo il 27 gennaio, Inchiostro Verde, 4 Gennaio 2015
http://www.inchiostroverde.it/tempa-rossa-se-ne-occupa-il-parlamento-europeo-il-27-gennaio/

Antonello Corigliano, Tempa Rossa. Il 27 gennaio se ne parla al Parlamento Europeo, pugliapress, 5 Gennaio 2015
http://www.pugliapress.org/2015/01/05/tempa-rossa-il-27-gennaio-se-ne-parla-al-parlamento-europeo/

Mario Diliberto, Taranto, incendio nelle cisterne dell'Eni

ustionato un operaio, benzene nell'aria, La Repubblica, 10 Settembre 2012
URL:http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/09/10/news/taranto_incendio_nelle_cisterne_dell_eni-42271696/

Legamjonici contro l'inquinamento
https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/

[17]Tempa Rossa, la Commissione Europea continua a vigilare, legamionici contro inquinamento, 27 Gennaio 2015
https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/2015/01/

[18] Tempa Rossa, Federica Guidi dopo la richiesta di archiviazione per il compagno Gianluca Gemelli: "Con la politica ho chiuso", Huffingtonpost, 13 Gennaio 2017
http://www.huffingtonpost.it/2017/01/13/federica-guidi-tempa-rossa_n_14142792.html

[19] Giovanna Trinchella, Federica Guidi, il compagno intercettato: “A quelli di Total gli ho presentato Fede”, Il Fatto Quotidiano, 31 Marzo 2016
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/31/federica-guidi-il-compagno-intercettato-a-quelli-di-total-gli-ho-presentato-fede/2597368/

[15] Articolo del blog "legamionici contro inquinamento" del 14 Novembre 2014
https://legamionicicontroinquinamento.wordpress.com/tag/ctr/

[20] Tempa Rossa: Rapporto di sicurezza, che fine ha fatto?, Il post, 12 Gennaio 2017
http://www.ilpost.it/2017/01/12/federica-guidi-gianluca-gemelli-archiviazione/

[22] Pietro Dommarco, Il tour dei bisonti del petrolio Total, Terre di Frontiera, 2 Settembre 2017
http://www.terredifrontiera.info/bisonti-petrolio-tempa-rossa/

[21] Fiamme alla raffineria Eni il fuoco domato in 3 ore, Gazzetta del mezzogiorno, 1 Aprile 2017
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/875041/fiamme-alla-raffineria-eni-il-fuoco-domato-in-3-ore.html

Scheda sull'Atlante dei Conflitti Ambientali sul Progetto Tempa Rossa
http://atlanteitaliano.cdca.it/conflitto/estrazione-di-idrocarburi-total-gorgoglione

Media correlati - links a video, campagne, social networks

STOP AL TEMPAROSSA
http://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-bari/2014/07/09/192515804-3971b899-d9b1-4bd9-97ed-5ac0af7a0054.jpg

Daniela Spera smonta Total
https://www.youtube.com/watch?v=_5lBBBuQyaY

IL PORTO AI TARANTINI
http://www.pugliapress.org/wp-content/uploads/2014/10/tempa-rossa-confindustria.jpg

Altri tipi di documenti

Manifestazione contro Tempa Rossa a Taranto
https://file.ejatlas.org/docs/20140713_74072_TEMPA-ROSSA5.jpg.pagespeed.ce.xyqUwfFIay.jpg

Raffineria Eni
https://file.ejatlas.org/docs/48629_2.jpg

Manifesto Save Mar Grande
https://file.ejatlas.org/docs/save-mar-grande.jpg

Manifesto stop tempa rossa
https://file.ejatlas.org/docs/192515804-3971b899-d9b1-4bd9-97ed-5ac0af7a0054.jpg

Intero Progetto Tempa Rossa
https://file.ejatlas.org/docs/tempa-rossa1.gif

logo Stop Tempa Rossa
https://file.ejatlas.org/docs/stop-tempa-rossa-rosso.jpg

Meta informazioni

Collaboratore:Giulia Bagni (CDCA), Daniela Spera (Comitato Legamjonici contro l'inquinamento Taranto)
Ultima modifica11/03/2014

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Raffineria Eni

 

Manifesto Save Mar Grande

 

Manifesto stop tempa rossa

 

Manifestazione contro Tempa Rossa a Taranto

 

Intero Progetto Tempa Rossa

 

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